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Iraq, Rete irachena nonviolenta chiede la fine dei bombardamenti Usa e dell'assedio a Sadr City

Osservatorio Iraq, 9 aprile 2008

Mentre a Sadr City, sotto assedio da 12 giorni da parte delle forze Usa, e sottoposta a continui bombardamenti, si continua a morire, e la situazione umanitaria si va facendo gravissima, LAONF, una rete di organizzazioni irachene che sostengono la non violenza, denuncia gli attacchi a fuoco indiscriminati contro i civili, e dice che l'enorme slum - situato nella parte est di Baghdad, nel quale vivono oltre due milioni di persone, per lo più sciiti e molto poveri - è diventato "un inferno vivente" per i suoi abitanti.

Il numero delle vittime degli ultimi giorni è preoccupante, dice il gruppo, in un comunicato diffuso ieri. Al "Sadr Hospital", nella zona di al-Daghel, sono stati contati 85 morti e 446 feriti, 153 dei quali donne e bambini. All' "Imam Ali Hospital", il bilancio è di 115 persone uccise e 511 ferite.

Molti generi alimentari non si trovano più: la maggior parte dei negozi locali sono stati bruciati, dal fuoco dei cecchini o a causa dei bombardamenti.

Si tratta, dice LAONF, di una punizione collettiva per una città in cui vivono più di 2 milioni di iracheni, per il 70% donne e bambini, in abitazioni precarie che potrebbero crollare in qualsiasi momento a causa dei bombardamenti "delle forze di occupazione americane" – bombardamenti che devono cessare immediatamente, in quanto stanno mettendo a grave rischio la vita della gente, e sono una grossa minaccia per la pace a Baghdad.

Il gruppo, che ricorda anche al governo di Baghdad la sua responsabilità di garantire la sicurezza dei civili, fa appello al presidente iracheno, al presidente del Parlamento, all'intero governo iracheno, e alla Missione delle Nazioni Unite di assistenza all'Iraq (UNAMI) affinché:

1 – ci sia un cessate il fuoco immediato, cessino i bombardamenti americani, e vengano ritirati tutti i soldati americani dalla zona;
2 – si metta fine all'assedio, e si ritirino tutti i cecchini che stanno in cima agli edifici;
3 – venga mandata nuovamente la polizia irachena al suo interno per garantire l'ordine pubblico;
4 – venga proibita qualunque arma all'interno della zona;
5 – venga permesso ai rappresentanti e agli attivisti delle Ong irachene e internazionali e alle agenzie umanitarie internazionali di entrare a Sadr City e portare soccorso immediato a chi ne ha bisogno.

LAONF, "come attore della società civile irachena", ricorda a tutte le parti, "specialmente a quelle che sono convinte che le armi possano risolvere il problema, che la violenza e le armi sono il vero problema".

Richiama inoltre l'attenzione di tutte le parti sulla crisi umanitaria in atto a Baghdad, e sull'insicurezza che sta aumentando velocemente e in modo preoccupante, sottolineando che la situazione peggiorerà se continueranno l'assedio e i bombardamenti su Sadr City.


Area tematica: Democrazia e diritti
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