Welcome to Osservatorio Iraq
home
chi siamo
mappa del sito
segnala il sito
come aiutarci
contattaci

Guida per paese

Guida per temi


Guarda la
Video newsletter



Archivio video



In Libreria



Gli speciali



Il vecchio sito


L'Osservatorio è un progetto di
Un ponte per...
Credits

Libano, Aoun vince la sfida tra i cristiani e si lancia verso la presidenza


di Carlo M. Miele
Osservatorio Iraq, 6 agosto 2007

Formalmente si trattava di una semplice elezione suppletiva per sostituire due deputati anti-siriani assassinati nei mesi scorsi. Nei fatti quello tenuto domenica a Beirut è stato un test affidabile sullo stato di salute della maggioranza e dell’opposizione libanese in vista dell’elezione del mese prossimo del nuovo presidente.

A Beirut ovest il seggio occupato dal sunnita Walid Eido, ucciso da un’auto-bomba a giugno, è andato – come previsto – al candidato filo-governativo Mohammad Amin Itani.

Il vero scontro, tuttavia, si è giocato nel distretto cristiano-maronita del Metn, a nord della capitale, dove Camille Khoury, candidato dell’opposizione filo-siriana guidata da Michel Aoun, ha battuto Amin Gemayel, leader del governativo Partito falangista e figlio del ministro dell’Industria Pierre, assassinato a novembre.

Il risultato (soli  400 voti di differenza a favore di Khoury, +0,5 per cento) non è di poco conto se si pensa che – stando alla Costituzione libanese di inizio Novecento - proprio all’interno della comunità cristiana dovrà essere scelto il nuovo presidente della Repubblica. E proprio Aoun e Gemayel si fronteggeranno in Parlamento il mese prossimo per la successione all’attuale presidente Emile Lahud.

Lo stesso Aoun - ex militare e voce storicamente critica verso Damasco, che ha catalizzato il grosso del voto cristiano nel 2005 e si è poi progressivamente avvicinato ad Hezbollah - ha salutato la vittoria del suo candidato come un buon auspicio in vista del voto presidenziale e come una dimostrazione della sua “invincibilità”.

Diverso il parere dello sconfitto Gemayel, che ha accusato gli avversari di brogli e che ha comunque letto nella risicata vittoria di Aoun un segnale del calo della sua popolarità all’interno della comunità cristiano-maronita. Stessa analisi da parte dei compagni di Gemayel (“Per noi è una vittoria” ha dichiarato un alleato del leader falangista) e di diversi media filo-governativi, che hanno parlato di “una vittoria solo di superficie”.

Di sicuro, l’esito del voto di domenica rappresenta un’importante ipoteca posta da Aoun e dall’opposizione libanese sulla presidenza. La vittoria del suo candidato nel Metn, tradizionale feudo della famiglia Gemayel, dimostra infatti che la sua popolarità tra i cristiani è intatta nonostante le sue controverse alleanze con gli sciiti.

Negativo invece è il segnale per Gemayel e le forze del “14 marzo”, che speravano proprio in una vittoria sul candidato di Aoun per spegnere sul nascere le sue ambizioni presidenziali.

La tensione tra i due fronti cristiani (a cui si sovrappone il conflitto che va avanti da mesi tra il governo filo-occidentale e la coalizione delle forze di opposizione vicine a Damasco) ha preceduto il voto e si è mantenuta alta per tutta la notte, con scontri di piazza che hanno richiesto anche l’intervento dei carri armati e dall’esercito.

La sostanziale regolarità delle procedure del voto di domenica, tuttavia, per il primo ministro di Beirut Fouad Siniora rappresenta una risposta civile del popolo libanese agli assassini politici.

L’Hezbollah e il movimento Amal – le due principali formazioni (sciite) dell’opposizione libanese – si sono invece tenute ufficialmente fuori dallo scrutinio, giudicato incostituzionale.


Area tematica: Contesto politico
Pagina Stampabile Pagina Stampabile
Invia questo Articolo ad un Amico RSS feed 

 








Cerca nel sito
 

Newsletter
Se vuoi ricevere la newsletter inserisci la tua mail

 


Testata giornalistica registrata - Autorizzazione Tribunale di Roma n. 49 del 14-2-2008.
I materiali presenti su questo sito possono essere liberamente utilizzati citandone la fonte.
Nessuna autorizzazione alla riproduzione è concessa a siti o media di ispirazione razzista, fascista o antisemita