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Iraq. Lowkey e quelle rime che ci mancano

Chissà cosa canterebbe oggi, se fosse ancora in attività, su questo caos che attraversa il Medio Oriente e l'Iraq in particolare.

 

 

Perché a volte ciò di cui si ha bisogno, al di là di fini analisi e teorie sui massimi sistemi, è di qualcuno che dica le cose come stanno, senza peli sulla lingua, senza paura di scomodare poteri forti e istituzioni.

Il rapper anglo-iracheno Lowkey è uno di questi. La sua decisione di lasciare la musica nel 2012 per dedicarsi agli studi aveva lasciato i suoi fan sorpresi e delusi, ma la sua musica e il suo attivismo sono rimasti, e ancora oggi spronano a reagire e a non chiudere gli occhi di fronte alle ingiustizie, anche se riguardano paesi lontani centinaia di chilometri da casa nostra.

Era infatti il 2011 quando sulle radio risuonava il refrain di sottofondo in rima:

Is it Obamas nation or an abomination?
Doesn't make any difference when they bomb your nation

(E' la nazione di Obama o un abominio?
Non fa nessuna differenza quando bombardano la tua nazione)

Canzone che gli era costata l'oscuramento del suo video da tutte le TV britanniche, ma che l'aveva portato alla fama.

Lowkey, infatti, oltre ad aver composto pezzi di indubbia qualità, è sempre stato un rapper impegnato a livello politico e sociale, come dimostra il suo attivismo per la causa palestinese – ha partecipato a diverse missioni umanitarie in Palestina ed è stato arrestato due volte all'aeroporto Ben Gurion – ma non solo.

La politica estera degli Stati Uniti, appunto, e ovviamente del Regno Unito, sono stati un suo chiodo fisso: "Chi è il vero terrorista?", cantava nella sua Terrorist, mentre Obama dava l'ok per le varie operazioni via drone. Con qualche sinistra profezia:

Drones over Pakistan, Yemen and Libya
Is Obama the bomber getting ready for Syria?
First black president, the masses were hungry
But the same president just bombed an African country

(Droni sul Pakistan, Yemen e Libia 
Obama il bombardiere si prepara per la Siria?
In primo presidente nero, le masse erano affamate
Ma lo stesso presidente ha appena bombardato un paese africano)

Vero nome Kareem Dennis, nato da madre irachena e padre inglese, Lowkey è stato un membro di spicco anche della "Stop The War Coalition" e ha parlato su molte piattaforme contro l'occupazione dell'Iraq e la politica imperialista di Usa e Gran Bretagna.

Secondo lui, infatti, questi paesi non hanno mai avuto altro interesse se non sostenere i leader che sono sotto la loro influenza o che sono disposti ad aiutarli, supportati dai propri media che non mancano di bersagliare chiunque non supporti la loro supremazia militare.

Mentre Barack Obama, in tutto questo, sarebbe "il bel viso di un brutto impero", che avrebbe "esteso la politica estera aggressiva" di George Bush.

Da segnalare, il suo rifiuto, nel 2012, di comparire su TimWestwoodTV, l'influente canale YouTube gestito dal nome Hip Hop più importante del Regno Unito, dopo che Westwood aveva fatto visita, per diverse volte col suo show, alla base militare inglese di Camp Bastion, in Afghanistan.

Ripreso anche dalla Bbc, aveva perfino lodato le truppe e detto che stavano "davvero facendo la differenza per il mondo".

"Che cosa avrebbe a che fare la 'musica nera' con l'occupazione dell'Afghanistan? - si era chiesto Lowkey in un articolo-denuncia contro i media inglesi – E perché gli ascoltatori di BBC Radio1Xtra dovrebbero essere sottoposti a questa propaganda? Anche mettendo da parte il fatto più ampio che, come cittadino di questo paese, le mie tasse vengono spese per mantenere un esercito (…), ho trovato l'intera operazione mediatica molto allarmante".

Insomma, per il rapper, lo scopo di queste visite era rendere la guerra "più cool", in un programma ascoltato soprattutto dai ventenni delle periferie, il target ideale del recruitment per gli eserciti.

Perché non ha mai rinunciato a dire la sua Lowkey, anche se questo gli rendeva più difficile l'ascesa a una fama musicale ancora maggiore. Che comunque non ricercava, visto il suo ritiro improvviso per dedicarsi ad altro.

Chissà cosa canterebbe oggi, dopo l'operazione israeliana Bordo protettivo, e con i droni americani che scorrazzano sopra i cieli della Siria e dell'Iraq, oggi smembrati e alle prese con l'avanzata dello Stato Islamico.

"Forse a un certo punto mi butterò di nuovo dentro la musica" aveva scritto nel suo messaggio d'addio sulla sua pagina Facebook (poi chiusa) la sera del 18 aprile del 2012.

Intanto, noi che aspettiamo il suo ritorno ci riascoltiamo uno dei suoi pezzi più importanti, a livello di musica e soprattutto di testi. Clicca qui per vederlo e ascoltarlo sul nostro sito.

 

 

 

05 Ottobre 2014
di: 
Anna Toro
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