Med generation
La "rivoluzione umanista" della nuova primavera 2.0
“Democrazia, secolarismo, divertimento”: queste le parole d'ordine che campeggiano sotto il logo del sito freearabs.com, una nuova piattaforma d’informazione, satira e denuncia. E' la nuova "primavera 2.0".
Giordania. Se Alice si chiama Nura e vive ai margini
Cosa ci fa una ragazza della 'Amman bene' tra le tende di un popolo dimenticato, stretto tra palazzoni, lungo la strada che dalla città porta all'aeroporto? Cerca la sua Alice, lasciandosi portare dalle sue stesse immagini, tra denuncia e poesia.
Egitto. Aliaa, la 'lolita' araba che ha sfidato Morsi
Per protestare contro la nuova Costituzione voluta dai Fratelli musulmani, la giovane blogger Aliaa Magda Elmahdy è tornata a posare nuda (lo aveva già fatto nel 2011). Ecco il ritratto - pubblicato dal settimanale marocchino Tel Quel - di una donna che ha fatto del suo corpo uno strumento di resistenza.
Palestina. Oltre il muro, suona una musica diversa
La data di Nazareth del gruppo musicale giordano "Autostrad" solleva la polemica sulla normalizzazione. Un comunicato della PACBI ne chiede il boicottaggio: "Il fine non può mai giustificare i mezzi".
Giordania. Il cantante palestinese Safadi in carcere per ‘offesa alla religione’
Un solo concerto ad Amman è bastato per farlo finire in galera. Jowan Safadi ha scontato due notti in carcere prima di essere rilasciato e rimpatriato. La colpa? Aver ironizzato sulla religione.
Giordania. La gay-life raccontata da una rivista di moda
Conversazione con il direttore di MyKali, la prima rivista di moda e cultura (anche) gay in Giordania. Che racconta la sua storia e il suo lavoro: “Cerchiamo di mandare un messaggio e di cambiare le cose restando nel nostro paese. Non è meraviglioso?”
Algeria. Yacine Zaid, il sindacalista che ha sfidato le multinazionali
Ci sono verità sull'Algeria che non tutti conoscono perché sono in pochi a raccontarle. E chi lo fa, paga. Per questo Yacine Zaid, sindacalista autonomo e membro del consiglio nazionale della Lega algerina dei diritti umani (LADDH), è stato arrestato il 1° ottobre scorso mentre era a bordo di un autobus, a circa 800 km da Algeri.
La guerra civile libanese e le 'sue donne' nel blog di Lama Bashour
Una libanese di discendenze siriane, palestinesi e marocchine, approdata in Giordania e confusa circa la sua identità. Scrive di cose che la confondono ancora di più. Questa è la descrizione che Lama Bashour da di sè sul suo blog. Lama però non è solo questo*. E' una giovane donna dotata di quel senso dell’umorismo che non fa ridere, e che per questo fa ancora più ridere.
Il rivoluzionario 'sorridente': Razan Ghazzawi insignita del Front Line Defenders Award 2012
Un premio al popolo siriano, che resiste, spera e sorride: "Sono onorata d’essere stata scelta personalmente per questo riconoscimento ma, a dire il vero, non credo di meritarmi una simile onoreficenza. Lo vedo come un premio a Bassel Shehada, Mazhar Tayyara, Ghaith Matar, Bassel al-Sayed e a tutti quei citizen journalist morti nel tentativo di dire al mondo quello che sta accadendo in Siria, mentre i media tradizionali non sono riusciti a farlo".
Marocco. Khalid, la 'matita ribelle' che non piace al regime
Il processo contro Khalid Gueddar per "pubblica ebbrezza", cominciato ieri, è stato rinviato a settembre. Noto per aver più volte disegnato i membri della famiglia reale e lo stesso Mohammed VI, Khalid è da tempo oggetto di particolari attenzioni da parte delle autorità. Già condannato a tre anni di carcere per le sue vignette nel 2010, rischia di veder revocata la libertà condizionale allora concessagli.
Scrivere è un bisogno intimo, ma anche un atto politico. Intervista ad Abdellah Taia
Abdellah Taia, lo "scrittore di Hay Salam", è il primo marocchino ad aver rivelato la sua omosessualità. Lo ha raccontato nei suoi libri, dove descrive il Marocco popolare - "ricco nella sua povertà" - che ha conosciuto tra le mura domestiche e per le strade di Salé. Lo ha poi dichiarato pubblicamente, destando scalpore. Da quel momento il giovane romanziere, oggi trentottenne, è diventato un simbolo di libertà ed emancipazione. L'intervista di Jacopo Granci, da Casablanca.
"Spero un giorno di poter tornare in Bahrein, in un Bahrein libero e democratico"
Intervista a Huwaida Arraf, attivista di Witness Bahrain, arrestata a Manama l'11 febbraio: "Se ti stai chiedendo se io, o i miei colleghi, ritorneremo in Bahrein, credo d'essere ufficialmente stata messa al bando dal regime, e lo stesso vale per i miei colleghi espulsi (11 in totale). Comunque, non smetteremo di assicurare la nostra presenza, la nostra solidarietà e il nostro supporto a tutti quelli che si attiveranno e rischieranno le loro vite per la libertà, i diritti umani e la democrazia. E spero un giorno di poter tornare in Bahrein, in un Bahrein libero e democratico".
Marocco, Omar Radi: "la democrazia è ancora lontana"
Il 20 febbraio 2011 migliaia di giovani marocchini scendevano in strada per protestare contro l'assolutismo monarchico e la corruzione dilagante. Ad un anno di distanza il movimento "20 febbraio" continua a manifestare per chiedere democrazia e denunciare la "riforma di facciata" del regime. Ma la "primavera marocchina" sembra aver perduto il suo slancio iniziale. Ne parliamo con Omar Radi, giornalista al settimanale Tel Quel, tra i fondatori del movimento dissidente.
Quando la realtà supera la fantasia: Omar al Abdallat e la politica disegnata
Sul suo biglietto da visita c’è disegnata una pecora. Che fa la cacca. E la scritta: "Sono il disegnatore più diretto e più pelato in Giordania". Vero. Incontro Omar al Abdallat nel suo ufficio, presso la casa di produzione Kharabeesh. A prima vista sembra uno di quei bambinoni che non cresceranno mai: altissimo, pelatissimo, ride, scherza, muove le mani come a disegnare nell’aria le parole che dice.
Marocco, il rapper militante L'haqed è libero: "no mi piegheranno"
Mouad Belghouat, alias L'haqed ("l'arrabbiato"), era stato condannato a quattro mesi di prigione per "aggressione" nei confronti di Mohamed Dali, membro dell'alleanza pro-monarchica. In arresto dal 10 settembre scorso, il giovane rapper ha lasciato ieri il carcere di Oukacha, avendo già scontato la pena, ed ha festeggiato la liberazione con un concerto in onore dei suoi sostenitori. "Continuerò a denunciare le ingiustizie del regime, non è questo il momento di tacere", ha ricordato l'attivista, divenuto un'icona del movimento di protesta nel regno alawita.
Tunisia: la rivoluzione dei gelsomini vista dai cyber-attivisti di Nawaat
Nei primi giorni del 2011 l'opinione pubblica internazionale ha scoperto il 'risveglio' del popolo tunisino. La rivolta scoppiata nelle regioni interne giungeva nelle strade della capitale, incalzata dalla repressione del regime di Ben Ali, mentre i media iniziavano a diffondere le immagini delle manifestazioni e delle violenze della polizia, preludio alla fuga del dittatore. Incontro con i blogger di Nawaat, tra i cyber-dissidenti più attivi prima e durante la 'rivoluzione dei gelsomini'.
Yemen: “Da rivolta a colpo di Stato"
La testimonianza di Ala al-Din Hussein al-Baradduni*, pittore yemenita 'dissidente'. Da brillante promessa nel panorama artistico arabo, Ala al-Din ha progressivamente assunto la figura di artista scomodo, “cantore degli emarginati”, per questo è stato costretto a lasciare il proprio paese. Dalle parole di questo esule, tutta la disillusione per una rivolta che ormai è solo un lontano ricordo.
Siria: in carcere la blogger Razan Ghazzawi
Il 4 dicembre Razan Ghazzawi, blogger e attivista siriana, è stata arrestata al confine con la Giordania, dove sarebbe dovuta intervenire al Forum sulla libertà di espressione in programma ad Amman.
Appello per la liberazione del rapper-dissidente marocchino L'haqed
L'haqed (“l’arrabbiato”) è un enfant du peuple divenuto il simbolo della protesta marocchina, che continua a far sentire la sua voce per chiedere "una vera democrazia". Ogni giorno che Mouad trascorre in carcere, aumenta la sconfitta di un regime che si fa vanto di essere entrato nella "nuova era" dei diritti e del rispetto delle libertà.
Nidal El Khairy: disegnare la realtà dalla ‘stazione degli autobus’
"Ti sembra normale che un bambino di dieci anni disegni soldati? Se hai attorno solo violenza, è ovvio che anche il tuo segno sia violento". Nidal El Khairy è un illustratore. Prima di stabilirsi ad Amman ha girato il mondo: dal suo villaggio occupato in Cisgiordania agli Stati Uniti e al Canada, dove ha iniziato a interessarsi di politica con la Coalition against the Deportation of Palestinian refugees e con le organizzazioni per il riconoscimento dei diritti dei rifugiati No One Is Illegal e Solidarity Across Boarders.
