Massacro di Uludere: armi americane per uccidere i curdi
13 gennaio 2011 - La strage di Uludere (Roboski) dello scorso 28 dicembre sarebbe stata compiuta con aerei militari venduti dagli Usa. In una lettera congiunta al Congresso e al Senato degli Stati Uniti, l’American Kurdish, altre organizzzazioni curde, armene, greche e diversi i rappresentanti della società civile, hanno chiesto l'apertura di un'indagine in merito alla responsabilità nel massacro compiuto nel villaggio di Roboski.
Il Congresso nazionale curdo del Nord America, il Kurdish Human Rights Watch (KHRW), l’American Kurdish Network Information (AKIN ), il Comitato Nazionale Armeno d'America e cittadini americani dell’Istituto Ellenico, hanno inviato una lettera congiunta in merito alla strage di Roboski al Congresso degli Stati Uniti, al ministero Affari Esteri statunitense e ai membri della Commissione ispezioni della Difesa .
Nella missiva si chiede l'apertura di un'indagine ufficiale a carico del governo per accertare le eventuali violazioni della legge sul controllo delle esportazioni di armi e di altre normative, in connessione con il massacro dei 35 civili a seguito dell’attacco aereo da parte dell'esercito turco.
La lettera rimarca il fatto che l'attacco è stato condotto da aerei da guerra F16, sulla base di informazioni di intelligence a veivoli aerei senza equipaggio venduti dagli Stati Uniti.
Se così fosse sarebbe stato violato l’Arms export control act, che vieta l'utilizzo di armi statunitensi contro i civili.

"L'incidente di Uludere è stato un massacro di massa". E' questa la conclusione del monitaraggio compiuto da una delegazione di due associazioni di Diyarbakır nella zona dei bombardamenti aerei che mercoledì sera hanno copito Ortasu (in lingua curda Uludere), nella provincia sud-orientale di Sirnak, in Turchia.
"Come Congresso Nazionale Kurdo (KNK) facciamo appello all’opinione pubblica internazionale, alle ONG democratiche e alle altre organizzazioni internazionali democratiche affinché condannino le azioni dello Stato turco. Inoltre, chiamiamo l’UE e gli USA, così come tutti gli altri Stati, a porre l’embargo e a congelare le loro relazioni con la Turchia".
Un sondaggio del Christian peacemaker team fa luce sull'opinione dei curdi sui curdi sotto assedio da parte dei bombardamenti iraniani e turchi, tesi a piegare la guerriglia del Pkk e del Pjak. Se in questi mesi il governo regionale curdo iracheno è apparso quantomeno 'confuso' sul tipo di risposta da dare ad Ankara e Teheran, i curdi che vivono nel nord dell'Iraq hanno invece delle idee molto chiare.
C'è un sempre più crescente divario fra chi promuove la Turchia di oggi come una 'democrazia' e quanti vivono sulla propria pelle la stessa Turchia come terra di detenzioni arbitrarie, repressione politica e distruzione militare.