Marocco
Donne tra democrazia e dittature
Fino alla metà del ventesimo secolo i dittatori mediorientali "liberavano" le donne nei giorni buoni, per poi ritrattare da populisti mascherati da democratici quali erano. I successi elettorali dei partiti islamici in Egitto, Tunisia e Marocco non hanno fatto che accrescere le preoccupazioni circa le politiche e le leggi rigurdardanti la famiglia e le questioni di genere, e questo nonostante le rassicuranti dichiarazioni dei loro leader (nuovi e vecchi).
Marocco e sacralità reale in una caricatura 'irriverente'
Mentre la "primavera araba" continua ad infiammare l'area mediorientale, dalla Siria al Bahrein passando per l'Egitto, nel regno alawita - ad un anno dall'inizio della contestazione - condividere su facebook una caricatura irriverente del sovrano Mohammed VI è ancora considerato un crimine di lesa maestà. E' quanto ci insegna la vicenda di Walid Bahomane, diciottenne originario della città di Salé, condannato ad un anno di carcere e mille euro di multa per "attacco ai valori sacri della nazione".
Il 2011 dei difensori dei diritti umani in Medio Oriente e Nord Africa
Nel rapporto di Front Line, il 2011 viene dedicato alla libertà di riunione. È stato questo il diritto maggiormente messo in discussione nel corso dell’anno appena trascorso, ed è proprio questo il diritto che ha permesso ai difensori dei diritti umani di esprimersi. Un diritto che è stato conquistato e riaffermato con la forza del popolo, soprattutto in Medio Oriente e Nord Africa.
La società civile araba denuncia Bruxelles: "firmati accordi contro i diritti umani"
Il Consiglio degli affari generali/commercio dell'Unione Europea ha approvato, nella sessione del 14 dicembre, l'avvio della definizione di un "globale e approfondito accordo di libero scambio" (DCFTA) con Egitto, Tunisia, Marocco e Giordania da realizzarsi nel 2012. Ecco la risposta dei rappresentanti delle società civili* dei paesi coinvolti, che denunciano: "L'intesa è contraria ai processi di transizione democratica in atto nella regione".
Marocco, Taza: la rivolta che sta facendo tremare il governo di Rabat
Cresce la pressione sociale nel regno alawita. Dopo le immolazioni dei cinque laureati-disoccupati a Rabat e la rivolta degli abitanti di Taza, è ancora la cittadina situata tra le pendici del Rif e del Medio Atlante ad essere al centro degli eventi. Nuove manifestazioni popolari hanno innescato la repressione violenta delle forze dell'ordine il 1° febbraio. Da allora la protesta va avanti, nonostante la città sia militarizzata. Il governo invece assicura il ritorno alla calma e condanna i media online.
Medio Oriente: "colpevole" di essere una lavoratrice migrante (in gravidanza)
Era appena arrivata ad Abu Dhabi. Avrebbe dovuto fare la cameriera presso una ricca famiglia degli Emirati Arabi Uniti. Poi le coliche addominali, fino alla corsa disperata in ospedale. La donna etiope non aveva una malattia, ma una gravidanza. Giunta ormai al nono mese, secondo i medici la futura mamma si era sentita male a causa del duro lavoro a cui la costringeva la famiglia che l'aveva assunta.
Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili: l'allarme riguarda anche il Medio Oriente
Oggi, 6 febbraio, si celebra la Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili (Mgf), orribile pratica che interessa circa 140 milioni di donne in tutto il mondo. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha invitato la comunità internazionale a perseguire l’impegno nel combattere questa pratica e ha ricordato il lavoro italiano sul tema. Ma è in Medio Oriente che il fenomeno sta crescendo in modo preoccupante.
I paesi più corrotti della regione Mena secondo Transparency International
Secondo la classifica pubblicata da Transparency International, nel 2011 il paese "più trasparente" della regione Mena è stato il Qatar, che con il suo 22esimo posto ha superato di due posizioni gli Stati Uniti d'America, collocandosi nella colonna più virtuosa dell'intera lista stilata da TI. L'Italia segue la Turchia e precede la Tunisia, mentre l'ultimo arrivato è l'Iraq, che si conferma il paese più corrotto dell'area.
Il velo nell'Islam: storia, politica, estetica
Chi lo indossa lo considera espressione della propria identità religiosa e culturale e, in alcuni casi, anche politica. Chi lo critica lo ritiene la prova evidente del diffondersi di un Islam oscurantista e misogino. In Occidente rappresenta spesso l’emblema della sottomissione femminile e del rifiuto a integrarsi. Ma che cosa è questo pezzo di stoffa che suscita tanto clamore? Qual è il suo significato? Per quali ragioni è in crescita il numero delle donne che si velano? Perché si va diffondendo la moda islamica?
Reporters sans Frontières: la libertà di stampa ai tempi delle rivolte arabe
L’ong francese Reportes sans Frontières ha pubblicato la classifica sulla libertà di stampa nel mondo. Per quanto riguarda il Medio Oriente ci sono delle sorprese: alcuni paesi hanno fatto balzi in avanti, altri sono precipitati indietro e qualcuno è rimasto al proprio posto, sordo ai venti di cambiamento. Sta di fatto che mai come nel 2011 l'informazione è stata così tanto legata a doppio filo con la democrazia.
Un cimitero chiamato Mediterraneo: nel 2011 ancora troppi morti e record di sbarchi in Italia
Nel 2011 sono state oltre 1.500 le persone annegate o disperse nel tentativo di attraversare il Mediterraneo e raggiungere l’Europa. Le stime diffuse oggi dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) rendono l’anno appena trascorso quello col maggior numero di vittime nella regione, da quando - nel 2006 - l’Agenzia ha cominciato ad elaborare questo tipo di statistiche.
Marocco: le promesse non bastano più (secondo HRW)
Nei numerosi bilanci che in questi giorni di inizio anno stanno rielaborando gli eventi della "Primavera Araba", si tende troppo spesso a dimenticare quei paesi della regione che continuano a dover fare i conti con la domanda di cambiamento, diritti e libertà che viene dalla popolazione. Un esempio su tutti è il Marocco.
Il 2012 visto da HRW: "è tempo di abbandonare gli autocrati e abbracciare i diritti"
L’enciclopedico rapporto pubblicato ogni anno da Human Rights Watch, summa del monitoraggio dei diritti umani nel mondo nell’anno appena trascorso, stavolta si apre con un’introduzione sulla Primavera Araba. Evidentemente i fatti mediorientali e nordafricani sono stati straordinari non solo da punto di vista politico, ma anche da quello del rispetto dei diritti dell’uomo.
Marocco:"Correggete i libri di storia, non siamo arabi", i berberi marciano su Rabat
Centinaia di bandiere tricolori (giallo-verde-blu) hanno sfilato nelle vie della capitale marocchina. Circa duemila attivisti berberi - provenienti da tutto il territorio nazionale - hanno manifestato per la piena affermazione della propria identità e hanno espresso solidarietà alla lotta condotta dagli imazighen nei villaggi del "Marocco profondo". Dopo la contestazione politica (20 febbraio) e sociale (disoccupati), si apre un nuovo fronte di protesta.
La Primavera Araba vista dall’Africa, dove si teme per 'l'arsenale libico'
Penso che gli unici vincitori per il momento siano i tunisini, gli egiziani e i libici che si sono guadagnati il diritto supremo di scegliersi i propri governanti. I partiti islamici trionfatori devono ancora soddisfare le aspettative del popolo e riuscire proprio là dove i loro predecessori non sono riusciti. Sappiamo che la democrazia non può essere costruita nel giro di una notte.
Dall'Autunno Sovietico alla Primavera Araba, il problema resta "l'Occidente"
Un’analisi della Primavera Araba alla luce dell’Autunno Sovietico: similitudini e differenze tra la caduta dei regimi comunisti dell’Europa Centrale negli anni Novanta e la caduta delle dittature arabe dello scorso 2011. Secondo Matyas Eorsi c’è più di un motivo per essere scettici circa le previsioni degli analisti politici e perfino di quelle dei servizi di intelligence.
Marocco, il rapper militante L'haqed è libero: "no mi piegheranno"
Mouad Belghouat, alias L'haqed ("l'arrabbiato"), era stato condannato a quattro mesi di prigione per "aggressione" nei confronti di Mohamed Dali, membro dell'alleanza pro-monarchica. In arresto dal 10 settembre scorso, il giovane rapper ha lasciato ieri il carcere di Oukacha, avendo già scontato la pena, ed ha festeggiato la liberazione con un concerto in onore dei suoi sostenitori. "Continuerò a denunciare le ingiustizie del regime, non è questo il momento di tacere", ha ricordato l'attivista, divenuto un'icona del movimento di protesta nel regno alawita.
Amnesty International: un 2011 'irripetibile', ma il 'bottino' è stato magro
È tempo di bilanci. Era il gennaio di un anno fa a dar fuoco alla miccia che avrebbe sconvolto il mondo arabo nei 12 mesi a seguire. Ora Amnesty International fa il punto della situazione. Rivolte, manifestazioni, rovesciamenti di regime. Ma quanto è cambiato nella sostanza? Il bottino appare magro, grazie anche alla sorprendente "incoerenza" della comunità internazionale.
Rivolte di villaggio: l'altra faccia della protesta marocchina
Sotto i terreni della regione di Imiter si trova uno dei più consistenti giacimenti d'argento dell'intera Africa, ma in superficie regna la miseria in tutto il suo splendore. Il reportage del giornalista marocchino Omar Radi dalle vette dell'Alto Atlante, dove gli abitanti hanno detto "basta" alla depredazione delle risorse locali.
In Marocco continua la protesta del "20 febbraio", ma senza gli islamici di Giustizia e Carità
Domenica 25 dicembre è stato un giorno di mobilitazione nazionale per il Marocco del "20 febbraio". Nonostante l'associazione islamica Giustizia e Carità abbia deciso di abbandonare la contestazione, l'iniziativa del movimento dissidente ha richiamato nelle piazze del regno alawita migliaia di manifestanti per chiedere "democrazia e dignità".
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