Libri: a Roma "Palestinesi in Israele. Tra identità e cultura"
Domani, 25 ottobre, alle ore 19, nella sede della CdB S. Paolo in via Ostiense 152/b, ci sarà la presentazione del libro di Isadora d’Aimmo "Palestinesi in Israele. Tra identità e cultura", Carocci, (2009), con la partecipazione dell’autrice e l’intervento di Isabella Camera d’Afflitto che lo illustrerà, insieme ad alcune letture di Lina Ali.
Avrà inizio così il ciclo di incontri sulla letteratura palestinese organizzato da “Per non dimenticare Gaza”, con il coordinamento scientifico della Cattedra di Lingua e letteratura moderna e contemporanea dell’Istituto di Studi Orientali (ISO) della Sapienza.
Si tratta di un insieme di incontri dedicati alla presentazione della cultura palestinese, segnatamente della letteratura.
I prime due, dedicati a tracciare la cornice del quadro, sono incentrati su due volumi di autrici italiane: il primo riguarda la letteratura prodotta dai palestinesi residenti in Israele, il secondo - "Cent’anni di cultura palestinese di Isabella Camera d’Afflitto che sarà presentato da Pasqualina Napoletano il 30 novembre - è un escursus della letteratura palestinese negli ultimi cento anni.
Seguirà la presentazione (una al mese) di un’opera di un autore o di un’autrice palestinese.
Il perché di questa iniziativa può essere chiarito con le parole di un intellettuale palestinese, Kalil al-Sakakini, che già nel 1914 previde quel che sarebbe potuto accadere e sta accadendo ora: "Chi vuole ucciderlo (un popolo) occupa la sua terra e gli taglia la lingua; ed è proprio quello che i sionisti vogliono fare alla nostra nazione".
Il ciclo di incontri sulla letteratura palestinese vuole essere un contributo, per piccolo che sia, a rompere il muro del silenzio intorno a letteratura, cinematografia e musica palestinesi che, malgrado l'occupazione e le vessazioni di cui tutti i giorni è vittima il popolo palestinese, sono vive e vitali.
Il tentativo in atto di offuscare l’identità del popolo palestinese va contrastato per impedire che si realizzi per l’ennesima volta nella storia ciò che Tacito descrisse con un'espressione esemplare: "Hanno fatto un deserto e l’hanno chiamato pace".
24 ottobre 2011
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