Libano: è crisi ai vertici della Chiesa maronita?
12 ottobre 2011- Il cardinale maronita Nasrallah Sfeir, ex capo della Chiesa, ha affermato che ogni patriarca ha una sua politica e delle sue convinzioni e che una visita in Siria durante i termini del suo mandato come Patriarca avrebbe significato un'accettazione della presenza siriana in Libano.
Nelle ultime settimane, si era diffusa la notizia che il nuovo Patriarca Beshara Rai avrebbe visitato Damasco, dopo aver dato un avvertimento ai cristiani riguardo la rivolta in Siria - seria minaccia per i maroniti nel caso di una guerra civile tra alawiti e sunniti.
Il Patriarca aveva anche aggiunto che sarebbe stato necessario fornire al governo di Bashar al-Assad più tempo per le riforme, ma aveva in seguito specificato che le sue dichiarazioni erano state "fraintese e decontestualizzate".
"Rai sa se è utile o no visitare la Siria per controllare la comunità lì. Ogni Patriarca ha il suo proprio modo, esattamente come ogni presidente", ha detto Sfeir.
Nel 2000, il capo della chiesa maronita Sfeir si era opposto ai tre decenni di dominazione della Siria sul Libano, finita cinque anni dopo, quando Damasco ha ritirato le sue truppe dopo l'assassinio dell'ex primo ministro Rafik Hariri.
"Noi abbiamo avuto una determinata posizione riguardo al rapporto con la Siria e io non penso che si possa cambiare la storia", ha aggiunto Sfeir. "Non credo che se avessimo accettato la presenza della Siria in Libano i cristiani sarebbero stati meglio. I cristiani sono stati in questa regione - e soprattutto in Libano - sin dalla fondazione del cristianesimo e noi dobbiamo combattere per stare qui".
"Abbiamo provato a fare del nostro meglio per unire la visione dei cristiani in Libano e questa divisione causata dalla minaccia alla loro esistenza. Questa è la ragione della fuga di molti di loro che lasciano il Libano per cercare luoghi più sicuri".
Durante il suo mandato, Sfeir è stato radicale nell'opporsi alle armi di Hezbollah, e nell'ultima intervista ha affermato di non avere rimpianti riguardo a questa sua condotta, che ha portato alla rottura dei legami con i leader cristiani che invece sostenevano Hezbollah.
"Non mi pento delle affermazioni riguardanti il 'mini Stato' e il possesso illegale di armi... I libanesi dovrebbero convincersi che le armi appartengono allo Stato, che si occupa dei loro affari in modo che la pace possa essere raggiunta", ha concluso l'ex patriarca.
di Angela Zurzolo
