L'Europa torna a bacchettare la Turchia sui diritti umani
10 gennaio 2012 - "Da molto tempo, le carenze sistemiche nell'amministrazione della giustizia turca influenzano negativamente la situazione dei diritti umani nel paese". L'Europa torna a bacchettare la Turchia per bocca di Thomas Hammarberg, commissario del Consiglio d'Europa per i diritti umani.
Perché nonostante le riforme intraprese e i progressi compiuti, "leggi e pratiche non sono ancora in linea con la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo", proprio in virtù dell'atteggiamento di giudici e pubblici ministeri, che continuano a dare priorità alla protezione dello Stato rispetto alla tutela dei diritti umani.
Il commissario si è detto seriamente preoccupato per "i tempi eccessivamente lunghi della detenzione preventiva, che attualmente può arrivare fino a dieci anni", ma anche per l'impunità rispetto ad alcune gravi violazioni dei diritti umani, facendo riferimenti in particolare a torture e maltrattamenti.
C'è poi l'eccessiva violenza contro le persone LGBT e e la necessità d'introdurre la registrazione obbligatoria di tutti gli interrogatori. A tal proposito, Hammarberg si è espresso negativamente sulla legislazione anti-terrorismo e sulla definizione stessa di "appartenenza ad una organizzazione criminale", così come è prevista dalla legislazione turca.
"Il terrorismo pone enormi sfide e difficoltà, ma deve essere combattuto nel pieno rispetto dei diritti umani. Pubblici ministeri e giudici devono essere ulteriormente sensibilizzati alla giurisprudenza della Corte europea riguardante la distinzione tra atti terroristici e atti che rientrano nell'ambito di applicazione del diritto alla libertà di pensiero, espressione, associazione e riunione".
Infine, il commissario ha ricordato l'importanza di garantire un processo equo, un contraddittorio e la parità tra accusa e difesa in tutte le fasi del procedimento penale, nonché l'indipendenza dei giudici dal potere esecutivo.
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Comunicato stampa del Consiglio d'Europa :
Strasburgo, 10 gennaio, 2012
Nonostante le riforme intraprese dalla Turchia, la legge turca e non è ancora in linea con la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo. Uno dei principali fattori che ostacolano tale progresso è costituito dagli atteggiamenti dei giudici e dei pubblici ministeri che continuano a dare la priorità alla "protezione dello Stato", invece di tutelare il rispetto dei diritti umani.

"L'incidente di Uludere è stato un massacro di massa". E' questa la conclusione del monitaraggio compiuto da una delegazione di due associazioni di Diyarbakır nella zona dei bombardamenti aerei che mercoledì sera hanno copito Ortasu (in lingua curda Uludere), nella provincia sud-orientale di Sirnak, in Turchia.
"Come Congresso Nazionale Kurdo (KNK) facciamo appello all’opinione pubblica internazionale, alle ONG democratiche e alle altre organizzazioni internazionali democratiche affinché condannino le azioni dello Stato turco. Inoltre, chiamiamo l’UE e gli USA, così come tutti gli altri Stati, a porre l’embargo e a congelare le loro relazioni con la Turchia".
Un sondaggio del Christian peacemaker team fa luce sull'opinione dei curdi sui curdi sotto assedio da parte dei bombardamenti iraniani e turchi, tesi a piegare la guerriglia del Pkk e del Pjak. Se in questi mesi il governo regionale curdo iracheno è apparso quantomeno 'confuso' sul tipo di risposta da dare ad Ankara e Teheran, i curdi che vivono nel nord dell'Iraq hanno invece delle idee molto chiare.
Ancora un mese caldo in Turchia. Il processo noto come 'Kck operation' segna una nuova battuta d'arresto. A breve invece il verdetto sulla vicenda di Roj Tv, con le piazze europee che si mobilitano per protestare contro il governo di Ankara.
C'è un sempre più crescente divario fra chi promuove la Turchia di oggi come una 'democrazia' e quanti vivono sulla propria pelle la stessa Turchia come terra di detenzioni arbitrarie, repressione politica e distruzione militare.
Ben 51 persone, di cui 48 avvocati, sono stati condotti in carcere perché sospettati di svolgere attività di intermediazione tra Abdullah Öcalan, leader del Pkk, e il Kck (Unione delle comunità curde), che per Ankara è "l'ala urbana” del Partito curdo dei lavoratori.
Ieri, alla Città dell'Altra Economia di Roma, c'è stato incontro organizzato da Europa Levante con il deputato curdo del BPD. La sala era affollata: tante le associazioni italiane che si battono per i diritti del popolo curdo e la pace in Anatolia e Mesopotamia, così come molti giovani curdi del vicino centro Ararat.
Continuano gli arresti nei confronti dei sostenitori della causa curda in Turchia. Ora è la società civile a mobilitarsi, in terra turca ma anche all'estero. Si parla di crimini contro i diritti umani, di cui la Turchia potresse dover rispondere in Germania. Qui alcuni avvocati hanno presentato una denuncia contro il primo ministro turco presso la procura generale di Karlsruhe.