Le bollicine della Sodastream violano i diritti dei palestinesi, anche in Italia

Gli attivisti di Stop Agrexco Italia invitano al boicottaggio dei prodotti della società israeliana Sodastream, che produce gasatori per l'acqua in un insediamento illegale nei Territori palestinesi occupati. Per questo Natale la ditta ha investito 500 mila euro di pubblicità in Italia.

 

L'iniziativa coincide con l'inizio della campagna pubblicitaria per promuovere i prodotti Sodastream come regali di Natale, a cui è seguito l'invio di una lettera che documentava il modo in cui questa società trae profitti dalla violazione del diritto internazionale e dei diritti umani.

Firmata da oltre 900 persone, insieme a circa 30 comitati, ONG, associazioni e collettivi, la lettera è stata inviata a rivenditori locali e nazionali, nonché a pubblicazioni e siti Internet che promuovono questi gasatori.

Tra le prime reazioni, dei blog hanno rimosso i loro articoli sulla Sodastream e il settimanale OGGI ha pubblicato la versione integrale del documento in due diverse sezioni della rivista. 

Altre azioni di sensibilizzazione si sono svolte in varie città italiane, incluse Napoli, Varese e Bologna, mentre a Roma una ventina di attivisti hanno fatto un'azione di "deshelving", rimuovendo tutti i prodotti della Sodastream dagli scaffali di un supermercato COOP.

La Sodastream ha quindi inviato una sua risposta alla campagna, spiegando che "la fabbrica di Mishor Adumim, nei Territori occupati palestinesi, è solo una tra le tante nel mondo e che la ditta crea posti di lavoro per i palestinesi colpiti da un tasso di disoccupazione pari al 30%".

Da parte loro gli attivisti della campagna Stop Sodastream hanno però ribadito che l'impianto in questione "opera in contravvenzione con il diritto internazionale, senza contare che si tratta del principale impianto di produzione, come rilevato dal rapporto annuale della stessa ditta. Inoltre, l'alto tasso di disoccupazione nei Territori palestinesi occupati è un risultato diretto dell'occupazione israeliana di cui la ditta approfitta".
 

Visita il sito di Stop Agrexco Italia.

 

27 dicembre 2011