La primavera araba va al cinema

Una serie di appuntamenti che ci portano sull’altra sponda del Mediterraneo per una breve incursione nel cinema documentario dell’Egitto e della Tunisia. Tre proiezioni per illustrare gli eventi che stanno scrivendo la storia del più Vicino Oriente, e l’effervescenza culturale che sta riunendo una generazione importante di cineasti.

 

 

 

In anteprima all’Accademia di Francia di Roma, e in collaborazione con il SalinaDocFestival, da stasera inizia uno spazio-laboratorio riservato alle immagini dei giovani filmaker tunisini protagonisti della rivoluzione dei gelsomini.

Il festival, giunto quest’anno alla sua quinta edizione, ha curato una sezione attenta alla più recente produzione cinematografica della Tunisia. Presentato sugli schermi delle più importanti kermesse internazionali, "Non ho più paura", in competizione fuori concorso a Cannes, è l’ultimo film di Mourad Ben Cheikh, e sarà finalmente nella capitale per una proiezione in anteprima.

Un’opera corale girata durante i movimenti di contestazione che hanno rovesciato il regime di Ben Ali, riporta sul grande schermo l’impegno e la militanza di uomini e donne che hanno costruito la rivoluzione.

Il luogo più emblematico della rivoluzione in Egitto è lo scenario principale di Tahrir (Piazza della Liberazione), ultimo grande documentario firmato dal cineasta palermitano Stefano Savona. Dopo il brillante successo di Locarno, il documentario ci racconta la 'piazza della rivoluzione', in un film scritto con i volti, le mani e le voci di chi c’è stato.
 

In allegato il programma.

3 novembre 2011

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