La Palestina attraverso i miei occhi: avere dodici anni a Nablus
È stata inaugurata ieri e resterà aperta ai visitatori fino al 10 ottobre la mostra fotografica ‘Palestine through my Eyes’. L’esposizione, allestita nel foyer del Hussein Cultural Center di Amman, è il frutto del lavoro di venti fotografi palestinesi che nella prima pare dell’anno hanno preso parte al workshop organizzato da Medecins du Monde (MdM). Niente di strano, fino a qui. Solo che tutti gli artisti coinvolti hanno dodici anni.
di Marta Ghezzi
Il progetto educativo portato avanti da MdM nella provincia di Nablus, alla base della mostra fotografica di Amman, è rivolto da un lato ai beneficiari primi, i bambini delle scuole dei villaggi di Ureef e di Einaboos, che trovano nella fotografia un mezzo espressivo e un motivo di partecipazione, dall’altro ai fruitori della mostra, spettatori della storia che le 90 fotografie raccontano, una storia che non era ancora stata raccontata, come ricorda Mariem Omari, coordinatrice della sezione Informazione e Comunicazione di MdM per il Medio Oriente.
Ulivi, fichi d’india, ruderi, e poi asini, mucche e galline, e poi ancora mani di anziani che intrecciano vimini, ritratti di parenti e vicini di casa, le parole dei bambini a commento delle loro opere. Il passato, il presente e il futuro, i giochi, i confini, gli ostacoli. La vita di tutti i giorni raccontata in pochi scatti a chi di là dal fiume non ci è mai andato e forse mai ci andarà.
Stephane Quinton, rappresentante ECHO (Commissione Europea per gli Aiuti Umanitari e la Protezione Civile), copromotore dell’iniziativa, durante la presentazione dell’evento, ricorda come accanto al clamore che il conflitto israelo-palestinese solleva da sempre, accanto all’attenzione di media e politici per un’area del mondo così piccola, si siano sempre sottovalutate le persone, le difficoltà che incontrano ogni giorno nella loro vita, come sia complicato crescere, formarsi, avere sogni e aspettative sul futuro in un posto del genere.
Al termine della conferenza d’apertura, alla quale hanno preso parte tra gli altri Catherine Giboin, MdM Parigi e Salah Daraghmeh, MdM Palestina, si è esibito un gruppo folkloristico di bambini di origine palestinese. Nelle loro poesie per la Palestina, il ricordo della terra lontana e perduta, delle sue montagne e delle sue valli, degli ulivi e dei fiumi, le chiavi di una porta che mai più si aprirà.
La mostra, presentata la prima volta nel giugno scorso a Ramallah, ha suscitato l’interesse sperato nella popolazine cisgiordana. Dopo Amman, è nei piani degli organizzatori portare l’esposizione anche a Parigi, quartier generale di MdM, dove i bambini francesi possano vedere con i loro occhi cosa significhi essere bambini sulla sponda ovest.

6 ottobre 2011
