Khader Adnan fa appello alla Corte suprema israeliana
20 febbraio 2012 - Khader Adnan, il prigioniero palestinese che sta portando avanti uno sciopero della fame da 65 giorni contro il regime di detenzione amministrativa, ha fatto appello alla Suprema Corte israeliana chiedendo di essere rilasciato. “Speriamo che la Corte esamini velocemente il suo caso – ha dichiarato Mahmoud Hassan, uno dei suoi avvocati – perché potrebbe morire prima del pronunciamento”.
La Corte non ha ancora fissato una data. Hassan ha fatto sapere che in alcuni casi il Tribunale riduce la sentenza di arresto amministrativo in appello, ma raramente concede la libertà agli imputati.
Intanto, sabato scorso si è pronunciata in merito Catherine Ashton, Alto rappresentante per la sicurezza e gli affari esteri dell’Unione Europea, che ha affermato di seguire il caso di Adnad con “grave preoccupazione”.
“I detenuti – ha detto – hanno il diritto di essere informati sulle accuse che sono mosse loro e devono essere sottoposti ad un giusto processo”.
Khader Adnan, detenuto palestinese e membro della Jihad Islamica, è entrato oggi nel 60esimo giorno di sciopero della fame. Una forma di protesta lanciata contro il trattamento disumano che ha subito in un interrogatorio, prima di essere condannato a 4 mesi di detenzione amministrativa. Le sue condizioni sono gravissime, e la moglie Randa lancia un appello alla comunità internazionale perché gli salvi la vita. 