Israele. Un'operazione "Piombo Fuso II"?

L’esercito israeliano si starebbe preparando per un nuovo attacco su larga scala contro la Striscia di Gaza. Le autorità di Tel Aviv smentiscono, ma l’avvicinarsi del possibile interregno postelettorale negli Stati Uniti ricorda la situazione internazionale in cui avvenne l’Operazione Piombo Fuso.

 

 

di Giovanni Andriolo 

 

Il giornale israeliano Jerusalem Post riporta come il comando generale dell’esercito avrebbe già dato ordine di prendere tutte le misure necessarie per preparare le forze militari a un’offensiva su larga scala contro la Striscia di Gaza. Offensiva che potrebbe avvenire nei prossimi mesi. 

Il motivo di tale fermento da parte delle autorità israeliane sarebbe da ricondurre al mutamento dell’equilibrio geo-strategico nella regione mediorientale a seguito degli eventi della 'primavera' del 2011.

Malgrado la 'calma apparente', Israele sembrerebbe temere molto per il suo “fronte meridionale”. A metà gennaio il premier Benjamin Netanyahu ha ribadito la sua preoccupazione rispetto al possibile trasferimento dell'arsenale libico verso la Striscia, attraverso il Sinai. 

Secondo il primo ministro a Gaza si troverebbero circa 10 mila missili, alcuni dei quali con una gittata superiore a 40 chilometri, così come più di 20 mila combattenti, divisi in cinque brigate e diversi battaglioni.

Inoltre, per i servizi segreti israeliani Hamas potrebbe aver recentemente ottenuto armi avanzate, inclusi missili anti-carro, mortai, razzi, e addirittura missili contraerei.

Il Jerusalem Post rivela infine che la possibile offensiva contro la Striscia potrebbe essere “significativamente più ampia rispetto all’Operazione Piombo Fuso”.

“Operazione Piombo Fuso” è il nome dato all'offensiva di tre settimane condotta contro la Striscia di Gaza, a partire dal 28 dicembre 2008. Israele bombardò infrastrutture, aree civili, impianti medici e scolastici, e addirittura degli edifici delle Nazioni Unite.

Durante l’attacco morirono 13 israeliani, tutti soldati (cinque dei quali furono uccisi da “fuoco-amico”), contro circa 1400 palestinesi che persero la vita e altre migliaia furono feriti.

In quell’occasione, pochi notarono il tempismo delle forze israeliane nella scelta del momento dell’attacco.

Dall’altra parte del mondo, gli Stati Uniti stavano vivendo un momento molto delicato: terminato il mandato di George W. Bush alla presidenza, la carica non era ancora stata assegnata a Barack Obama, vincitore alle elezioni.

L’Operazione Piombo Fuso avvenne proprio nel momento di “interregno” statunitense, situazione destinata a ripetersi proprio nel 2012, anno delle nuove elezioni primarie americane.

 

 

1 febbraio 2012