Israele, operazioni anti-terrorismo e proteste a Tel Aviv: una coincidenza?
31 ottobre 2011- Il movimento di protesta per la giustizia nazionale sociale si è radunato sabato notte, per una 'marcia su Tel Aviv'. Decine di migliaia di persone hanno manifestato per le strade, nonostante la giornata fosse stata inaugurata dai raid aerei a caccia di cinque militanti della Jihad islamica nella Striscia di Gaza. Un edificio residenziale è stato colpito da un razzo ad Ashdood.
Gli organizzatori della protesta sono stati così costretti ad annullare la manifestazione programmata a Beersheba. Obiettivo della manifestazione, denunciare la necessità di un welfare state e della nascita di un bilancio che preveda una maggiore spesa per i servizi sociali.
Una particolare riflessione è andata ai problemi dei senzatetto di Israele: "Chiedo che coloro che hanno il potere decisivo applichino la legge sull'edilizia residenziale pubblica, immediatamente, che liberino i fondi a Gerusalemme e in tutto il paese per l'immediata costruzione di case popolari. Ci sono persone che oggi dormono ancora nei campeggi, perciò io chiedo che si trovi una soluzione immediata", ha detto Vicky Vann, uno degli organizzatori della marcia.
Una giovane madre, Yael Baroda, che durante l'estate ha inaugurato le cosiddette "marce con il passeggino", ha affermato: "Ho affittato un appartamento a Tel Aviv. Sia io che mio marito dobbiamo lavorare duro ma - proprio come voi e tutti gli israeliani del Paese - siamo affogati dal mutuo. Ci incoraggiano ad avere figli, ma poi ci abbandonano al libero mercato. Noi donne arabe ed ebree siamo l'ultima priorità della leadership nazionale".
A Gerusalemme, la marcia è partita dalla città di Gan Hasus e si è diretta verso la Knesset (Parlamento isreliano, ndr). I manifestanti avevano cartelli con le scritte: "Non ci accontenteremo delle briciole" e "Quando il governo è contro il popolo, la gente è contro il governo".
Le proteste annunciate potrebbero però perdere di visibilità a causa di un'operazione anti-terrorismo prevista a Gaza. A tal proposito la Bethlem Solidarity scrive: "Qualcuno ha notato la coincidenza tra la decisione di uccidere cinque membri della Jihad islamica nello stesso giorno in cui il primo movimento di giustizia sociale si è radunato per una delle proteste più importanti negli ultimi due mesi? Le uccisioni israeliane hanno portato al lancio massiccio di razzi da Gaza che hanno ucciso un israeliano e ferito diverse altre persone. Un rapporto sostiene che siano stati dieci i morti da entrambe le parti. Almeno un razzo ha raggiunto un sobborgo di Tel Aviv".
Dure le accuse anche a Isabel Kershner, autrice di un articolo sul New York Times, nel quale si rimarca che gli attacchi erano stati autorizzati dai Comitati di resistenza popolare, etichettandolo come "giornalismo scadente".
Secondo l'articolo, riportato dal New York Times ed edito dal Jerusalem Post, gli attacchi israeliani hanno ucciso sette membri palestinesi appartenenti al braccio armato della Jihad islamica nel sud della Striscia di Gaza, sabato scorso.
L'esercito israeliano avrebbe affermato di aver prima colpito una "squadra di terroristi" che si stava preparando a sparare razzi a lungo raggio su Israele, e che era responsabile di un razzo mercoledì aveva colpito la città portuale israeliana di Ashdod.
Sempre la Kershner riporta che alcuni testimoni avrebbero raccontato che il primo drone israeliano avrebbe colpito con due missili un insediamento ebraico vicino la città di Rafah, causando cinque morti. I membri della Jihad avevano promesso ritorsioni e, ore dopo, avrebbero lanciato diversi razzi da Gaza verso il sud di Israele, colpendo le città di Ashdod e Ashkelon e danneggiando edifici e auto.
