Israele: fermate quel treno "italiano" in Cisgiordania
L'impresa edile italiana Pizzarotti "deve essere posta sotto giudizio per aver appaltato il progetto relativo alla costruzione di un treno ad alta velocità tra Tel Aviv e Gerusalemme, riservato agli israeliani, che attraversa illegalmente i territori occupati dai coloni in Cisgiordania". Per far viaggiare in prima classe, e nel massimo dei comfort, solo i cittadini israeliani, mentre ai palestinesi sono state confiscate le terre. La denuncia arriva dagli attivisti di Stop that train.
di Angela Zurzolo
L'inchiesta nella quale è coinvolta l'impresa edile Pizzarotti, relativa alla possibile condotta illecita dell'azienda negli affari nazionali, svia l'attenzione da questioni giuridiche di grave entità relative alla sua violazione del diritto internazionale e dei diritti umani all'estero.
I due funzionari della Pizzarotti e gli 11 assessori del Comune di Parma sotto inchiesta per aver prodotto degli illeciti nel progetto di riqualificazione dell'Ospedale Vecchio di Parma, dovrebbero iniziare a preoccuparsi anche dell'accusa di aver violato palesemente le norme del diritto internazionale, partecipando alla costruzione di un treno ad alta velocità tra Tel Aviv e Gerusalemme, che attraversa i Territori Palestinesi Occupati.
Dal progetto, nel marzo del 2011, si era ritirata la Deutsche Bahn tedesca. Ora, la coalizione italiana di 90 associazioni, Stop that train, lancia un appello affinchè si avviino le indagini su quello che gli attivisti considerano un "grave crimine".
Per costruire la linea ferroviaria A1, destinata ai soli israeliani, i lavori sono stati fatti nella Cisgiordania occupata, in particolare nei villaggi di Beit Iksa e Beit Sourik.
I binari attraversano i Territori Palestinesi Occupati per ben 6,5 km e, per la loro costruzione e per quella di un mega cantiere con maxi escavatori, gli attivisti denunciano la distruzione di ulivi secolari e la devastazione di numerosi terreni, ormai inagibili ai legittimi proprietari.
Ai sensi dell’art. 53 della IV Convenzione di Ginevra, la potenza occupante non può in alcun modo "distruggere beni mobili o immobili appartenenti individualmente o collettivamente a persone private, allo Stato o a enti pubblici, a organizzazioni sociali o a cooperative, salvo nel caso in cui tali distruzioni fossero rese assolutamente necessarie dalle operazioni militari”.
Il treno ad alta velocità Tel Aviv - Gerusalemme, non solo non è necessario alle operazioni militari - affermano gli attivisti di Stop that train - ma è persino inaccessibile a quei palestinesi che hanno visto le loro terre espropriate e distrutte, e che già hanno una possibilità di spostamento limitata a causa della costruzione del muro.
3 ottobre 2011
