Israele

Palestina, Khader Adnan: trovato l’accordo, stop allo sciopero della fame

Dopo 66 giorni di sciopero della fame, Khader Adnan ha messo fine alla sua protesta. Il 21 febbraio l’Alta Corte di giustizia israeliana, che aveva accettato di esaminare il suo ricorso, ha cancellato l’udienza solo pochi minuti prima dell’inizio: uno degli avvocati di Adnan era riuscito a negoziare un accordo con il procuratore militare, ottenendo il suo rilascio. Il prossimo 17 aprile Khader sarà di nuovo libero.

 

 

Donne tra democrazia e dittature

Fino alla metà del ventesimo secolo i dittatori mediorientali "liberavano" le donne nei giorni buoni, per poi ritrattare da populisti mascherati da democratici quali erano. I successi elettorali dei partiti islamici in Egitto, Tunisia e Marocco non hanno fatto che accrescere le preoccupazioni circa le politiche e le leggi rigurdardanti la famiglia e le questioni di genere, e questo nonostante le rassicuranti dichiarazioni dei loro leader (nuovi e vecchi).

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Palestina: i successi della conferenza BDS negli Usa

“Fra 15-20 anni, la gente ricorderà ancora questa conferenza, come un momento storico del movimento per il boicottaggio di Israele. E ci sarà chi si rammaricherà per non esserci stato”. Queste le parole con cui la giornalista Helena Cobban ha descritto la conferenza nazionale statunitense per la campagna di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS).

Palestinesi in Israele, tra identità e cultura

I palestinesi con cittadinanza israeliana rappresentano il 20% della popolazione di Israele, una minoranza indigena che vive una condizione di marginalità civile, sociale e politica nella relazione con la maggioranza ebraica, immigrata. Palestinesi in Israele di Isidora D'Aimmo prova a spiegare chi sono e come vivono, ripercorrendone la storia, la condizione giuridica e soprattutto l’impegno culturale.

Palestina, la lotta di Khader Adnan diventa uno sciopero della fame collettivo

16 febbraio 2012 - Centinaia di palestinesi sono scesi in piazza, e alcuni di loro hanno iniziato uno sciopero della fame in solidarietà con il prigioniero Khader Adnan, che prosegue il suo digiuno, rischiando la vita. Fonti mediche palestinesi riferiscono infatti che molti dei suoi organi, tra cui il cuore e lo stomaco, sono in pessime condizioni.

Il 2011 dei difensori dei diritti umani in Medio Oriente e Nord Africa

Nel rapporto di Front Line, il 2011 viene dedicato alla libertà di riunione. È stato questo il diritto maggiormente messo in discussione nel corso dell’anno appena trascorso, ed è proprio questo il diritto che ha permesso ai difensori dei diritti umani di esprimersi. Un diritto che è stato conquistato e riaffermato con la forza del popolo, soprattutto in Medio Oriente e Nord Africa.

Israele: due mila dollari agli studenti che fanno propaganda. Il muro sbarca sul web

Colpire al cuore l'opinione pubblica con una vera e propria guerra mediatica. Servirsi della propaganda per giustificare e normalizzare lo status di un governo. Pianificare attacchi alla credibilità. L'Electronic Intifada denuncia: un programma israeliano di borse di studio premia gli studenti disposti a contrastare il dissenso sul web e a veicolare messaggi che difendano la legittimità dello Stato di Israele.

Palestina, la lotta di Khader Adnan: "Prima la dignità, poi il cibo"

Khader Adnan, detenuto palestinese e membro della Jihad Islamica, è entrato oggi nel 60esimo giorno di sciopero della fame. Una forma di protesta lanciata contro il trattamento disumano che ha subito in un interrogatorio, prima di essere condannato a 4 mesi di detenzione amministrativa. Le sue condizioni sono gravissime, e la moglie Randa lancia un appello alla comunità internazionale perché gli salvi la vita. 

Palestina: le due anime di Hamas mettono a rischio l’accordo di Doha, e non solo

Quasi c’era da aspettarselo: Hamas e Fatah non riescono proprio a mettersi d’accordo. Basta infatti aspettare qualche giorno e quelle certezze così chiaramente (e a volte pomposamente) espresse dai rappresentanti dei due partiti diventano meno solide di un castello di carta.

Lettera a Monti sulla questione palestinese e sui 'costi' della politica estera italiana

"Illustrissimo Presidente del Consiglio, sappiamo bene che il suo governo ha come primario obiettivo l’affrontare i problemi della grave crisi economica che ha colpito l’Italia e tutto il mondo, e che lei stesso e la maggior parte dei suoi collaboratori siete considerati esperti di economia e politiche economiche". Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviata al premier Mario Monti da parte del mondo associativo italiano. 

Palestina, Gaza: è ora di parlare di salute mentale

Tra le tante crisi umanitarie che affronta il popolo della Striscia di Gaza ne esiste una di cui si parla troppo poco. L'inasprimento del blocco imposto da Israele nel 2006 e l'offensiva del 2008-2009 hanno drammaticamente aumentato il senso di vulnerabilità, disperazione, prigionia e perdita di controllo della popolazione che vive nella Striscia. E' ora di parlare di salute mentale.

Palestina: dal comune di Napoli una "condanna morale e politica" per la Pizzarotti

Il Consiglio comunale di Napoli ha votato e approvato a maggioranza un ordine del giorno* in cui si "esprime condanna morale e politica nei confronti della ditta Pizzarotti & C. S.p.A. per la partecipazione ai lavori per la costruzione della A1 Gerusalemme-Tel Aviv". Pubblichiamo il comunicato stampa della Campagna "Libera Napoli dalla Pizzarotti!" sulla vicenda che veda un'azienda italiana coinvolta nella violazione dei diritti umani in Palestina.

Palestina/Israele: un'analisi "post-mortem" del Quartetto per il Medio Oriente

Alla fine di gennaio, dopo cinque round di colloqui esplorativi che si sono svolti in Giordania, israeliani e palestinesi non hanno rispettato il termine per la ripresa dei negoziati diretti imposto dal Quartetto per il Medio Oriente. Usa, Ue, Russia e Onu hanno fallito nel loro intento, dimostrando di non avere più carte nella partita che si gioca in Terra Santa. Ma se non loro chi? Ecco l'analisi di Khaled Elgindy.

Palestina: la forza della non violenza

Il prossimo 18 febbraio nei Territori Palestinesi si celebrerà un anniversario denso di significati. Nel 2005, il villaggio di Bil’in iniziò ad essere teatro di una protesta popolare permanente. L’occupazione è violenza, sovente giustificata attraverso un uso “selettivo” della religione. Il movimento di Bil’in mirava ad esporla e a minarla attraverso una lotta partecipata all’insegna della non violenza. A distanza di sette anni ciò che sembrava un progetto velleitario è oggi una realtà ben presente.

Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili: l'allarme riguarda anche il Medio Oriente

Oggi, 6 febbraio, si celebra la Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili (Mgf), orribile pratica che interessa circa 140 milioni di donne in tutto il mondo. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha invitato la comunità internazionale a perseguire l’impegno nel combattere questa pratica e ha ricordato il lavoro italiano sul tema. Ma è in Medio Oriente che il fenomeno sta crescendo in modo preoccupante.

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I paesi più corrotti della regione Mena secondo Transparency International

Secondo la classifica pubblicata da Transparency International, nel 2011 il paese "più trasparente" della regione Mena è stato il Qatar, che con il suo 22esimo posto ha superato di due posizioni gli Stati Uniti d'America, collocandosi nella colonna più virtuosa dell'intera lista stilata da TI. L'Italia segue la Turchia e precede la Tunisia, mentre l'ultimo arrivato è l'Iraq, che si conferma il paese più corrotto dell'area.

 

Il velo nell'Islam: storia, politica, estetica

Chi lo indossa lo considera espressione della propria identità religiosa e culturale e, in alcuni casi, anche politica. Chi lo critica lo ritiene la prova evidente del diffondersi di un Islam oscurantista e misogino. In Occidente rappresenta spesso l’emblema della sottomissione femminile e del rifiuto a integrarsi. Ma che cosa è questo pezzo di stoffa che suscita tanto clamore? Qual è il suo significato? Per quali ragioni è in crescita il numero delle donne che si velano? Perché si va diffondendo la moda islamica?

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Reporters sans Frontières: la libertà di stampa ai tempi delle rivolte arabe

L’ong francese Reportes sans Frontières ha pubblicato la classifica sulla libertà di stampa nel mondo. Per quanto riguarda il Medio Oriente ci sono delle sorprese: alcuni paesi hanno fatto balzi in avanti, altri sono precipitati indietro e qualcuno è rimasto al proprio posto, sordo ai venti di cambiamento. Sta di fatto che mai come nel 2011 l'informazione è stata così tanto legata a doppio filo con la democrazia.

 

Israele. Un'operazione "Piombo Fuso II"?

L’esercito israeliano si starebbe preparando per un nuovo attacco su larga scala contro la Striscia di Gaza. Le autorità di Tel Aviv smentiscono, ma l’avvicinarsi del possibile interregno postelettorale negli Stati Uniti ricorda la situazione internazionale in cui avvenne l’Operazione Piombo Fuso.

Un cimitero chiamato Mediterraneo: nel 2011 ancora troppi morti e record di sbarchi in Italia

Nel 2011 sono state oltre 1.500 le persone annegate o disperse nel tentativo di attraversare il Mediterraneo e raggiungere l’Europa. Le stime diffuse oggi dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) rendono l’anno appena trascorso quello col maggior numero di vittime nella regione, da quando - nel 2006 - l’Agenzia ha cominciato ad elaborare questo tipo di statistiche.