Iraq: tredici esplosioni come nella Baghdad del 2006

22 dicembre 2011 - Sono già più di 60 le vittime dei molteplici attentati che hanno insanguinato oggi Baghdad. Inutile per ora contare i feriti (per ora 176), il loro numero cresce di ora in ora. Un giovedì di sangue, con più di tredici deflagrazioni quasi simultanee in 13 diversi distretti della città, proprio nell'ora di punta. E' il segnale che il conflitto politico sta tornando a imbracciare le armi?

Coinvolti Adamia (quartiere a maggioranza sunnita), Karrada (a maggioranza sciita) e ad altri “misti”, anche se l'esplosione principale è stata proprio a Karrada, dove un’ambulanza è riuscita a superare ben importantissimi 8 checkpoints che proteggono il cuore della città, facendo saltare in aria Al-Nazah, il famoso centro anticorruzione.

Subito i principali media internazionali hanno puntato il dito contro gli uomini di Al Qaeda nel paese, ma questo attentato più degli altri porterebbe invece a pensare che ci sia un importante collegamento tra lo spettro del terrorismo e il tema della corruzione.

E' forse questo il segnale che il conflitto politico sta tornando a imbracciare le armi?

Gli iracheni temono di sì, e pensano che quando accaduto oggi sia il preludio di un 2012 che potrebbe ricordare da vicino il 2006-07, il ‘biennio di sangue’ dell’Iraq ‘liberato’.