Iraq: il Kurdistan consegnerà al-Hashimi solo se "colpevole"
10 gennaio 2012 - Sherif Soliman, esponente parlamentare curdo, ha dichiarato che la regione del Kurdistan iracheno è pronta a consegnare il vicepresidente Tariq al-Hashimi alle autorità giudiziarie di Baghdad, ma solo dopo che saranno resi pubblici i risultati finali dell'indagine sul coinvolgimento negli attentati terroristici di cui è accusato.
Sharif ha precisato che il mandato d'arresto emesso contro il vice presidente Tareq al-Hashemi e i membri del suo corpo di sicurezza è stato emesso a Baghdad, e non nel territorio della regione del Kurdistan.
Il parlamentare curdo ha poi sottolineato la funzione di mediazione assunta in questo momento dal suo schieramento, invocando una risoluzione della controversia senza che si verifichi una "polarizzazione" degli schieramenti politici e confessionali.
Gli attentati di Baghdad sono solo l'ultimo esempio della crescente tensione interconfessionale in Iraq. Il tono dello scontro è stato dettato dalla battaglia in atto proprio nel cuore del governo iracheno. Ma si tratta di una contrapposizione che riflette il più ampio conflitto tra l'Iran e la Turchia rispetto alla situazione siriana.
Ho davvero voglia di piangere, ma le lacrime non ne vogliono sapere di scendere. Giovedì mattina ero venuto al pronto soccorso alle 7. Improvvisamente ho sentito diversi boati. "Oh mio Dio, sono esplosioni!", ho pensato, e dopo poco un’ambulanza è arrivata con le molte vittime di una serie di attentati che hanno colpito tutta Baghdad.
All'inizio di questa settimana, il paese è precipitato in una grave crisi politica, scatenata dalla decisione del Nouri al-Maliki di sfiduciare uno dei suoi tre vice primi ministri, Saleh al-Mutlaq, e dal mandato d’arresto diretto a uno dei due vicepresidenti, Tariq al-Hashimi, accusato di terrorismo.
L’ultimo convoglio militare americano ha lasciato l'Iraq, facendo calare il sipario su una missione lunga quasi nove anni. La colonna di blindati ha attraversato il confine, alle prime luci dell'alba di ieri. I militari sono stati accolti dal bagliore dei flash dei tanti accorsi per immortalare gli ultimi istanti di una guerra che ha cambiato il volto di tutta una regione, ridefinendone i contorni e gli equilibri. 