Iraq: Emergenza detenuti, 40 mila persone a rischio tortura
Secondo molte organizzazioni che si occupano di diritti umani in Iraq, nelle carceri ogni giorno moltissime persone subiscono abusi e torture.
di Nicolò Perazzo
Secondo fonti del ministero della Giustizia i detenuti sarebbero circa 27 mila, distribuiti in 26 dipartimenti del paese.
Al-Asadi, ispettore generale, sostiene che, ogni giorno vengono spesi dal ministero più di 34 mila dollari per cibo, vestiti e altre esigenze fondamentali dei detenuti.
Ma sul numero dei detenuti le organizzazioni internazionali denunciano la presenza di oltre 40 mila persone, molte delle quali arrestate in circostanze misteriose e comunque non registrate.
Per Amnesty International, l'Iraq gestisce prigioni segrete in cui i detenuti sono sottoposti a continue torture finalizzate ad estorcere confessioni che possano condannarli.
Solo l'anno scorso, il consiglio giudiziario supremo iracheno fa sapere di aver ricevuto più di 400 denunce direttamente dai prigionieri o dalle loro famiglie, che accusano gli investigatori di maltrattamenti.
Detenzioni prolungate e arbitrarie, sovraffollamento delle prigioni e mancanza di assistenza legale: la situazione delle carcerari irachene rappresenta ancora una delle emergenze più importanti del paese, specialmente nel sud.
Giudici e avvocati, che sono fondamentali nell’applicazione della legge e nella promozione e difesa dei diritti umani, sono spesso vittime di uccisioni e persecuzioni, insieme alle loro famiglie.
Come denuncia Human Rights Watch, migliaia di detenuti nelle carceri irachene possono essere definiti “ghost prisoners”, persone catturate o condannate e mai registrate negli elenchi ufficiali.
Proprio per questa ragione, molte organizzazioni internazionali e nazionali si impegnano per contrastare quest'emergenza con vari programmi, come quello per la protezione dei detenuti e delle vittime di tortura in Iraq.
Avviata nel 2005, dopo una prima fase di formazione, coordinamento e tirocinio presso altre organizzazioni arabe, la rete Justice Network for Prisoners (JNP) è un network indipendente impegnato nella promozione e nella difesa dei diritti dei detenuti attraverso iniziative di assistenza legale e psicologica, nella formazione di nuovi attivisti nel settore dei diritti umani e nel monitoraggio dello stato del sistema carcerario iracheno.
Dalla fine del 2008 è partita la seconda fase del progetto, con il nome Program for the protection of detainees and torture victims in Iraq (PPDT), con l'obiettivo di formare il personale penitenziario e potenziare l’assistenza legale, in particolare in 11 prigioni e centri di detenzione.
Il programma ha previsto inoltre lo sviluppo di una strategia di advocacy e protezione attraverso la creazione di 20 centri di difesa legale in tutto il paese, il potenziamento dei meccanismi di cooperazione e networking tra i membri del JNP e il rafforzamento del coordinamento tra la società civile e tutti gli attori coinvolti nel campo dei diritti dei detenuti.
Ad oggi, la rete JNP rappresenta una realtà presente in tutto il paese, che coinvolge oltre 50 ong irachene, molte delle quali sono diventate soggetti attivi e autonomi nella protezione dei diritti dei detenuti e nella cura delle vittime di tortura, mentre i 20 centri legali creati per fornire assistenza ai detenuti e alle loro famiglie in difficoltà, solo nel 2010 hanno assistito circa 3.000 persone e risolto positivamente il 90% dei casi.
28 giugno 2012
