Iraq: ecco come si privatizza la guerra, partendo dall'Iraq
Un nuovo rapporto fa luce sul drammatico fenomeno delle Private military and security companies (PMSCs). Si tratta di un lavoro realizzato per le Nazioni Unite, che dimostra come l’Iraq sia diventato il paese più privatizzato al mondo in materia sicurezza. E si scopre che in alcuni paesi, dalla Libia alla Gran Bretagna, i 'veri' protagonisti del 2011 sono stati proprio i mercenari.
di Maria Letizia Perugini
I cosidetti contractor o mercenari sono i 'veri' protagonisti del 2011. E’ con questa affermazione che si apre il rapporto del Nova-Institute for active non-violence sul fenomeno delle Private military and security companies (PMSCs).
Il fatto sorprendente è che i casi studio portati a sostegno di questa tesi non provengono dai 'soliti' paesi, o almeno non da tutti.
Ad esempio sono stati proprio i mercenari a scrivere una storia diversa per la Libia rispetto all’Egitto: al Cairo l’esercito si è rifiutato di sparare sul proprio popolo, in Libia non c’era alcun legame tra chi sparava e le vittime.
Ancora in Inghilterra, esempio di paese rispettoso dei diritti umani, il primo ministro Cameron si è rivolto alla Kroll, una compagnia di sicurezza privata per avere delle 'dritte' su come gestire le proprie proteste di piazza.
Infine la Spagna, che ha approvato di recente la possibilità per le proprie navi mercantili e da pesca di potersi difendere dai pirati (in questo caso somali) ricorrendo alle PMSCs, equipaggiate anche con armi pesanti.
Sembra allora che in tutto il globo si stia affermando un nuovo (e pericoloso) modo di intendere la sicurezza. Il monopolio dell’uso della forza di kantiana memoria va piano piano scivolando nelle mani dei privati.
La 'palestra' di questo fenomeno è stato il paese in cui più l’Occidente ha imparato a fare la guerra, negli ultimi anni: l’Iraq. È qui che che i contractor operano in modo capillare.
Il rapporto analizza quello che definisce il fenomeno della “privatizzazione della guerra” per capire qual’è l’impatto di questa nuova pratica sulla popolazione e sul rispetto dei diritti dell’uomo.
Perché se anche molti abusi sono stati perpetrati dalle truppe regolari nazionali, il problema - sostiene il rapporto - è che le modalità per accertare le responsabilità di eventuali crimini sono meno chiare quando c'è una presenza così massiccia di mercenari.
In Iraq, i contractor americani hanno operato in una condizione di totale impunità tra il 2004 e il 2009, e quando Washington ha finalmente deciso di intervenire sulla scia dei numerosi scandali che hanno visto protagonisti i suoi mercanari, le risposte sono state del tutto blande: spesso le pene si sono tradotte in un semplice allontanamento dei responsabili dal paese, e nel peggiore dei casi nell’interruzione del rapporto lavorativo con la PMSC.
Secondo i dati analizzati, gli episodi di violazione dei diritti umani imputabili ai dipendenti delle PMSCs si sono verificati sin dall’inizio della guerra nel 2003, con un picco tra il 2005 e il 2008.
Il rapporto approfondisce infine il quadro legale nel quale le PMSCs si sono andate inserendo, fornendo una lista completa delle compagnie che operano nel paese nel settore della sicurezza.
12 gennaio 2012
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| Informe_PMSC_Iraq_Nova_ok.pdf | 4.34 MB |
Sono sempre più diffuse le voci secondo cui la Blackwater, la nota compagnia “fornitrice di soluzioni di sicurezza”, intenderebbe ritornare a operare in Iraq, il paese da cui era stata bandita nel 2007. Per riuscirci, ha cambiato il suo nome in Academi.