Iraq: difficile trovare marito a Baghdad

Non è malocchio. Le donne a Baghdad rimangono single perchè gli uomini sono "diminuiti" a causa della guerra. La paura di non trovare marito e la riprovazione sociale, però, le porta a rivolgersi a rituali religiosi e a credenze al limite del superstizioso: non solo pellegrinaggi, infatti, ma anche regali di caramelle ai giovani e richieste di aprire il "lucchetto" della propria solitudine.

di Angela Zurzolo

 

Religione e superstizione si intrecciano nelle credenze di parte della società irachena e le donne che superano i 25 anni e non sono ancora riuscite a convolare a nozze ricorrono a svariati rituali religiosi o magici, per ottenere la 'grazia' del matrimonio. 

 

 

Si tratta prevalentemente di donne appartenenti alla religione sciita, che, spinte dalle forti pressioni esercitate da una società nella quale ci si sposa intorno ai 20 anni all'interno delle zone urbane e verso i 14 in quelle periferiche, cercano un rimedio nel rituale dei 'Sette giorni di sabato'.

 

 

Il sito Niqash racconta la difficile situazione psicologica di queste donne che ogni sabato, per sette settimane, al mattino presto, vanno a piedi nudi e a stomaco vuoto al santuario dell'Imam Musa Al- Kazim, sperando di poter trovare così marito.

 

Sebbene alcuni credano che il motivo per il quale molte donne rimangano nubili sia la malevolenza di altri - il malocchio, per intenderci - le ragioni vanno ricollegate alla guerra.

 

La percentuale che regola il rapporto donne-uomini ha infatti subito un deciso "scompenso", dopo gli eventi bellici. Il numero delle donne è nettamente superiore a quello degli uomini: il 60 per cento, contro il 40 degli uomini, secondo stime non ufficiali.

 

Inoltre, si sono ormai disgregati tutti quei sistemi sociali che una volta consentivano alle coppie di incontrarsi e conoscersi. Non sposarsi per queste giovani non significa solamente subire il peso del giudizio della società, ma anche vedere limitata la propria libertà e le proprie possibilità.

 

Nidal, una donna intervistata da Naqash, che si è recata al santuario perchè ha raggiunto la soglia dei 30 anni senza essersi sposata, racconta che è difficile individuare l'origine della tradizione rituale dei 'Sette giorni del sabato' ma a crederci sono in tante.

 

Dal momento che molte figure religiose, all'interno della comunità musulmana irachena, si rifiutano di credere a queste pratiche, molto spesso sono delle donne ad organizzare i rituali.

 

Sajad, che organizza matrimoni a Baghdad e alle volte ospita alcune riunioni per le donne ancora nubili, sostiene che queste pratiche si possano tenere anche in casa, senza l'aiuto di una guida spirituale.

 

Ad esempio, si può recitare la Sura Ya Sin, ogni giorno dopo la preghiera dell'alba, per quaranta giorni. Oppure, leggere altri capitoli del Corano e distribuire la frutta che cresce sugli alberi ai poveri. "Dovrei piantare una palma a casa mia per riuscire a sposarmi!", afferma ironicamente una donna presente ad una delle riunioni.

 

Sajad parla anche di magia e di malocchio, sostenendo che molte non riescono a trovare un uomo a causa dell'invidia altrui. La donna sostiene che sia meglio non usare le pratiche magiche e ricorrere alla fede, ma il confine però tra le due cose sembra abbastanza labile.

 

Ad una ragazza che non credeva più al sistema dei 'Sette giorni del sabato', perchè lo aveva sperimentato per ben 65 volte, è stato risposto: "Non funziona perchè non hai abbastanza fede!".

 

C'è poi un altro rito molto quotato tra le donne sole di una certa età: Al Qasim. Nel nono giorno del mese sacro di Muharram, donne socialmente riconosciute e che conoscono bene il Corano, visitano le donne nubili e preparano un vassoio con hennè, candele e incensi.

 

Le donne single si legano una sciarpa bianca al collo e recitano i versi del Corano, prima con voce allegra, poi supplicanti in lacrime.

 

"All'inizio non credevo a questi rituali per le donne single", ha detto Abeer, una di queste donne che diffondono il rituale, "ma quando ho visto tutte le amiche di mia figlia sposarsi e solo mia figlia rimanere sola, allora ho iniziato a credere!".

 

Al santuario del predicatore islamico Abdul Qadir Gilani, poi, ci sono donne che portano con sè un lucchetto in una mano e delle caramelle nell'altra e chiedono ai giovani di aprire il chiavistello in cambio delle caramelle. E' così che tra i corteggiatori più numerosi di queste donne single vi sono i bambini.

 

28 settembre 2011