Iran: guerra per la successione contro Ahmadinejad

Lo scandalo finanziario più grande della storia iraniana rischia di compromettere ulteriormente il governo di Mahmud Ahmadinejad. Sotto accusa parte dello staff presidenziale, tra cui lo stesso mentore, Esfandiar Rahim-Mashaei. Continua la sfida interna al Majlis per la successione.

 

 

di Luca Bellusci

 

Quando nel 2005 si presentò alla popolazione, l’ex sindaco di Teheran aveva scelto come principale strategia politica proprio la lotta alla corruzione, che stava dilagando negli apparati istituzionali della Repubblica islamica. Adesso, a distanza di sei anni a colpirlo è un’accusa di corruzione dovuta a una frode finanziaria di circa 2,6 miliardi di dollari.

La notizia è stata diramata alcuni giorni fa dai media iraniani, ma solo ora si conoscono i nomi dei principali protagonisti di questa vicenda. Veniamo ai fatti. Lo scorso 12 settembre è stato dato l’annuncio di un’indagine riguardante un caso di frode ai danni dello Stato.

Il principale accusato è l’imprenditore iraniano Amir Mansour Khosravi, padrone indiscusso del settore delle acque minerali nel paese e legato a doppio filo a Esfandiar Rahim-Mashaei, stretto collaboratore del presidente Ahmadinejad. L’accusa che gli è stata indirizzata è di aver falsificato le lettere di credito presso diverse banche, tra cui la parastatale Saderat. Khosravi, attraverso questo meccanismo, avrebbe vinto diversi appalti pubblici per l’acquisizione di aziende di proprietà statale.
Il presidente del parlamento Ali Larjani ha dichiarato che sono in corso indagini interne per appurare le responsabilità relative al caso. Intanto il pubblico ministero, l’Hojatoleslam Mohseni-Ejei, ha confermato l’arresto di 19 persone coinvolte nello scandalo.

La questione potrebbe innescare una guerra all’interno del governo iraniano, contraddistinta dall’ala nazionalista-religiosa, guidata da Ahmadinejad, e i fedelissimi dell’Ayatollah Khamenei. In verità, la tensione già persiste da diverso tempo a causa di discordanze ideologiche in merito alla politica interna iraniana. Inoltre, è risaputo come l’attuale presidente abbia l’appoggio dei basiji, la potente polizia iraniana, un’organizzazione che ha interessi in molti settori dell’economia nazionale anche attraverso le proprie fondazioni (bonyad).

Questo scandalo potrebbe riportare all’attenzione dell’opinione pubblica un modus operandi già collaudato da diverso tempo: dare in concessione, attraverso privatizzazioni politicamente coordinate, importanti aziende pubbliche a personaggi vicini al governo, in modo da assicurare una fedeltà politica in vista delle prossime elezioni parlamentari previste per marzo 2012.

 

22 settembre 2011