Do you remember Baghdad?
Aprile 2012. Sì, certo. Baghdad, la capitale dell'impero musulmano durante il periodo Abbaside, certo l'ho studiato all'università, certo che me ne ricordo. O anche la Baghdad delle mille e una notte, i califfi, gli harem, certo che la ricordo. Baghdad ricorda qualcosa a tutti, ma oggi chi si ricorda di Baghdad?
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E' stato ucciso a Gerusalemme il 10 agosto 2006, da un giovane palestinese di Nablus. Il ricordo di Luisa Morgantini.
Intervista a Huwaida Arraf, attivista di Witness Bahrain, arrestata a Manama l'11 febbraio: "Se ti stai chiedendo se io, o i miei colleghi, ritorneremo in Bahrein, credo d'essere ufficialmente stata messa al bando dal regime, e lo stesso vale per i miei colleghi espulsi (11 in totale). Comunque, non smetteremo di assicurare la nostra presenza, la nostra solidarietà e il nostro supporto a tutti quelli che si attiveranno e rischieranno le loro vite per la libertà, i diritti umani e la democrazia. E spero un giorno di poter tornare in Bahrein, in un Bahrein libero e democratico".
Nella notte in cui ricorre il 64° anniversario della Naqba arriva l’annuncio dell’accordo: Bilal Diab e Thaer Halahla, dopo 76 giorni di digiuno, accettano di interrompere lo sciopero della fame a determinate condizioni, ma i detenuti ancora in carcere sono 4.700, e la loro lotta non si ferma.
Il 17 maggio tutto il mondo è chiamato a uno sciopero della fame di 24 ore in solidarietà con gli oltre 2000 prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane. Pubblichiamo l'appello lanciato dai Comitati popolari di resistenza nonviolenta.
Mouad Belghouat, alias L'haqed ("l'arrabbiato"), è di nuovo in carcere. La condanna ad un anno di prigione per "oltraggio a pubblico ufficiale" e "offesa ad un corpo costituito dello Stato" (la polizia) è stata emessa venerdì scorso dal tribunale di Casablanca. Mouad subisce l'accanimento del regime per i suoi testi militanti e irriverenti e per il suo sostegno al
Back to square. Ritorno alla piazza. E' successo qualche settimana fa a Firenze, nell’ambito del Festival “Middle East Now”. Il riferimento è all'ormai nota Piazza Tahrir, il cuore della protesta egiziana che ha portato alla caduta di Mubarak, al potere da più di 30 anni.
Un migliaio libanesi hanno marciato a Beirut, in occasione dell'ormai annuale Laïque Pride, per denunciare il sistema politico confessionale e rivendicare uno Stato laico, che sia fondato sul principio di cittadinanza e non sull'appartenenza confessionale.
Erano attesi per giovedì 10 maggio i risultati definitivi delle elezioni parlamentari tenutesi lunedì in tutta la Siria. Purtroppo il paese troneggia nelle prime pagine online della stampa internazionale per l'ennesimo sanguinoso attentato, che ha colpito nelle prime ore del mattino la capitale Damasco. La tornata elettorale si chiude con il terrore, esattamente come era stata inaugurata.
Negli ultimi due anni l'Afghanistan è stato il detentore di un triste primato, come posto peggiore al mondo in cui essere una madre. Oggi le cose sono cambiate, e lo scomodo testimone è passato alla Nigeria. 




di Claudio Bertolotti
di Massimo Campanini
di Lorenzo Kamel
di Renata Pepicelli