Incontro con Francesco Zizola: sulla strada delle rivolte arabe di Yuri Kozyrev

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On Revolution Road è il titolo di una mostra di Yuri Kozyrev che accompagna il visitatore sulla strada delle rivolte arabe, fin dentro il cuore della piazza, sotto le tende dei manifestanti e accanto ai martiri, in un viaggio sincronico tra Egitto, Bahrein, Yemen e Libia. Inaugurata ieri presso la 10b Photography Gallery della Garbatella di Roma, rimarrà aperta al pubblico fino al 28 ottobre. Ne abbiamo parlato con il curatore Francesco Zizola.
 

di Maria Letizia Perugini

 

L'ambiente è quello di un loft della Garabatella, la 10b Photography Gallery, che dai ieri catapulta il visitatore dal cuore di Roma alle piazze nordafricane e mediorientali. Si tratta di una galleria fotografica diretta da Francesco Zizola che dal 2008 ha ospitato i più grandi nomi del fotogiornalismo.

E Zizola stesso è uno di questi, fotoreporter di fama mondiale, interprete e testimone della contemporaneità di Africa e Medio Oriente, nonché curatore della mostra di Yuri Kozyrev  insieme a Deanna Richardson.
 

 

Yuri Kozyrev, fotografo e fotogiornalista russo, con una lunga esperienza di guerra, ha raccontato tutti i principali conflitti dell'ex Unione Sovietica, in Afganistan ha assisitito alla caduta dei talebani per poi partire per l'Iraq, dove è rimasto per otto anni. Collega di agenzia (Noor) e amico di Zizola, Kozyrev ha trascorso gli ultimi mesi nei luoghi delle rivolte arabe.

 

"La mostra è stata modellata su tutto il materiale che il mio collega e amico Yuri Kozyrev, ha realizzato nei mesi che hanno segnato la cosiddetta primavera araba - dice Zizola - riportando la cronaca di tutti i movimenti che hanno cambiato in qualche modo il volto di molti paesi del mondo arabo. Un movimento tuttora in corso che oggi segna ancora nuovi cambiamenti in Siria così come in Yemen, dove Yuri è in questo momento. La sua presenza qui oggi è saltata proprio perchè è dovuto ripartire per lo Yemen a lavorare per il giornale per cui ha documentato anche tutti gli altri cambiamenti che sono qui esposti".

 

Il giornale per cui Kozyrev ha documentato le primavere arabe è il Time Magazine, un settimanale americano d'attualità che fin dai primi mesi ha voluto avere un testimone sui luoghi dei cambiamenti.
 

 

"Time Magazine ha intuito fin dall'inizio il potenziale di grande significato politico di questi cambiamenti, e a differenza di altri, ha investito molto sulla copertura mediatica. E qui ci sarebbe molto da dire sull'informazione di oggi! Sempre più condizionata e limitata da problemi di costi e budgets ridotti, e dalla mancanza di prepazione su certi temi, che si traduce in mancata capacità di muovere professionisti dell'informazione preparati e coerenti. Il Time, a differenza di altri media che hanno scontato questa impreparazione o questa mancata intuizione, ha mandato da subito un fotogiornalista esperto in conflitti e dell'area, e Yuri ha risposto a questa esigenza del giornale in modo completo, senza lesinare coraggio".

 

È quanto si intuisce dalle immagini, scorrendo i volti e le situazioni che appaiono agli occhi, si avverte la bellezza ma anche la pericolosità dell'essere al centro dell'azione.
 

 

"Ci sono state molte volte in cui Yuri ha sentito il suo lavoro e la sua  vita stessa messi in gioco, nel senso che mai aveva vissuto situazioni così pericolose e stiamo parlando di un fotografo che  ha seguito per otto anni consecutivi il conflitto in Iraq, in prima linea, mostrando ciò che stava avvendendo quindi, non raccontandolo dalla stanza di un albergo per intenderci! Quindi, quando un fotografo esperto di conflitti dice - 'mai ho rischiato così' -  vuole dire che la situazione era veramente estrema".

 

Nonostante ciò il suo racconto è continuo e sempre diretto, poche sono le immagini prese dalla distanza, le uniche che si trovano nel percorso sono quelle che prendono le piazze e le folle nel loro complesso, a mostrare la partecipazione popolare ai movimenti.
 

 

"Yuri ha comunque voluto continuare a sostenere l'impegno che aveva iniziato per Time Magazine, e per quella che era diventata anche la sua storia, il fatto di aver ricoperto il ruolo del testimone degli eventi che si succedevano ha fatto di lui in qualche modo il filo conduttore di ciò che accadeva. Perchè quando hai la possibilità, grazie al giornale, di seguire le manifestazioni di piazza fino agli scontri, poi dopo tre giorni prendere un aereo e andare dall'altra parte dove le manifestazioni stanno iniziando, ritornare nella piazza di un altro paese dove ci sono stati i primi morti e i primi martiri e poi ripartire, insomma diventi testimone del continuum del movimento che si propaga per la regione, e di fatto io avanzo questa definizione: Yuri si è fatto scribacchino della cronaca di questi cambiamenti, ben sapendo che in realtà era l'unico che poteva tesserne un filo che li unisse tutti. Se un giorno mai si guarderà indietro a questi mesi di cambiamento, si potrà ritornare sul materiale e sulle testimonianze visive di Yuri Kozyrev anche con questa profondità, con questa prospettiva storica".
 

 

E la mostra restituisce la complessità e la ricchezza del percorso di Kozyrev, non dividendo le foto per paesi ma accompagnado il visitatore attraverso i grandi momenti delle rivolte.
 

 

"Come curatori io e Deanne abbiamo scelto di restituire questo atteggiamento di Yuri, che pur distinguendo le realtà particolari, intuiva nel farsi della storia la sua portata e a la sua importanza, e allora per esempio abbiamo scelto di dedicare un certo percorso al ruolo delle donne nella rivoluzione che spesso si vedevano rappresentate dai media soltanto come piccoli tasselli dei cambiamenti, invece nelle foto di Yuri c'è un capitolo dedicato al loro ruolo come protagoniste di queste rivolte, così come il ruolo dei martiri, così come la piazza che cresce, tutto sotto il comune denominatore della necessità del cambiamento, del riappropriarsi da parte del popolo di un ruolo identitario ormai soffocato sotto leadership di stampo dittatoriale".
 

 

La mostra restituisce in pieno lo sguardo di Kozyrev, guida attraverso il dipanarsi dell'azione e della Storia stessa, regalando volti, folle, umanità in movimento: conducendo il visitatore direttamente sulla strada della rivolta araba.

 28 settembre 2011

 

Foto in homepage:
Cairo, Egypt - February 01: Demonstrators call for the end of the Mubarak regime. Mubarak came into power after Egyptian President Anwar Sadat was assassinated in 1981.© Yuri Kozyrev/NOOR

 

© Yuri Kozyrev/NOOR
Ra’s Lanuf, Libya - March 09: Libyan rebels fire Katyusha rockets at government troops on the frontline.© Yuri Kozyrev/NOOR
 

© Yuri Kozyrev/NOOR
Sana’a, Yemen - May 2011: A blind protester attends the demonstration at the Square of Change. On May 23, a day after Saleh refused to sign the transition agreement, Sheikh Sadiq al-Ahmar, the head of the Hashid tribal federation, one of the most powerful tribes in the country, declared support for the opposition and his armed supporters came into conflict with loyalist security forces in the capital Sana'a. © Yuri Kozyrev/NOOR