Il velo nell'Islam: storia, politica, estetica
Chi lo indossa lo considera espressione della propria identità religiosa e culturale e, in alcuni casi, anche politica. Chi lo critica lo ritiene la prova evidente del diffondersi di un Islam oscurantista e misogino. In Occidente rappresenta spesso l’emblema della sottomissione femminile e del rifiuto a integrarsi. Ma che cosa è questo pezzo di stoffa che suscita tanto clamore? Qual è il suo significato? Per quali ragioni è in crescita il numero delle donne che si velano? Perché si va diffondendo la moda islamica?
"Il velo nell'Islam. Storia, politica, estetica" di Renata Pepicelli* (Carrocci editore) cerca di rispondere a queste domande, affrontando la questione da un punto di vista storico, religioso e socio-politico, in una prospettiva temporale che va dall’alba dell’Islam fino ai giorni nostri.
*Renata Pepicelli, assegnista di ricerca presso l’Università di Bologna, si occupa di mondo islamico contemporaneo. La sua ricerca si concentra in particolare sulle questioni di genere, le relazioni mediterranee e i percorsi migratori. Tra le sue pubblicazioni, 2010, "Un nuovo ordine Mediterraneo?" (Messina 2004) e, per Carocci editore, "Femminismo islamico. Corano, diritti, riforme" (2a rist. 2010).
In libreria dal 9 febbraio.
ISBN 978-88-430-6262-1
