Il paese con il più alto numero di (con)dannati: la Turchia

Durante la conferenza annuale tenuta dalla Corte europea dei diritti umani, lo scorso giovedì, il presidente Nicolas Bratza ha presentato le statiche relative all'anno appena trascorso. Di 151.600 domande pendenti in materia di violazioni, circa il 10,5% faceva riferimento alla Turchia, seconda solo alla Russia.

 

 

di Paola Sarappa

 

La Turchia è accusata di violazione del diritto alla libertà, alla sicurezza e al giusto processo, senza contare i trattamenti inumani e degradanti a danno dei propri cittadini.

Il presidente Bratza ha precisato che è responsabilità dei i governi europei tutelare i diritti umani in tutto il Continente: "Il ruolo della legge e della giustizia sembrano scivolare verso il basso nell'agenda politica a causa dell'attuale clima economico. È in momenti come questo che dobbiamo ricordare che i diritti umani non sono un lusso e che l'onere di proteggerli deve essere una responsabilità condivisa".

Tra queste responsabilità c'è quella di garantire il buon funzionamento della Corte stessa. Troppo spesso, infatti, si verifica un fallimento della messa in atto delle sentenze emesse dalla Corte, per problemi strutturali dei paesi interessati, e di questo sono responsabili tutti i 47 paesi membri del Consiglio d'Europa che vi aderiscono.

E nel frattempo il BDP (Partito curdo per la Pace e la Democrazia) fa appello alla Corte penale internazionale per indagare sulla strage di Roboski, avvenuta lo scorso 28 dicembre, dove 35 civili (di cui la maggior parte era sotto i 18 anni di età) hanno perso la vita a causa di un'incursione aerea, definita dallo stesso governo turco un “errore”.

Durante una conferenza stampa presso il Parlamento turco, il deputato del BDP Hasip Kaplan ha dichiarato che il primo ministro Recep Tayyip Erdoğan sta cercando di insabbiare l’accaduto, con il procuratore incaricato del caso che ha scritto una relazione coperta da riservatezza.

E ha aggiunto che “i crimini contro l'umanità riguardano tutti, non solo le nazioni coinvolte”. Per questo motivo il BDP annuncia che farà ricorso a tutte le vie giuridiche esistenti per denunciare quanto sta accadendo nel paese.

“Il meccanismo dello Stato turco non solo ignora e nega la realtà del popolo curdo in Turchia, ma ne viola continuamente i più elementari diritti umani, quali il riconoscimento dell'identità curda, la realizzazione dei diritti sociali, economici e culturali del popolo curdo”.

Per guardare il video sulla strage di Roboski, clicca qui.