Il 2011 dei difensori dei diritti umani in Medio Oriente e Nord Africa
Nel rapporto di Front Line, il 2011 viene dedicato alla libertà di riunione. È stato questo il diritto maggiormente messo in discussione nel corso dell’anno appena trascorso, ed è proprio questo il diritto che ha permesso ai difensori dei diritti umani di esprimersi. Un diritto che è stato conquistato e riaffermato con la forza del popolo, soprattutto in Medio Oriente e Nord Africa.
di Maria Letizia Perugini
Front Line, fondazione nata a Dublino nel 2001 per la protezione dei difensori dei diritti umani, ha pubblicato un rapporto sul modo in cui gli attivisti per i diritti dell’uomo vengono trattati nel mondo. Ogni elaborato viene consacrato a quello che nel corso dell’anno è risultato essere il diritto più minacciato.
Per il 2011 è stato scelto il diritto alla libertà di riunione, il più violato degli ultimi 12 mesi, ma soprattutto il più importante alla luce dei grandi stravolgimenti a cui abbiamo assistito.
Sulla scia dell’entusiasmo generato dagli eventi tunisini ed egiziani, le manifestazioni di piazza hanno raggiunto l'Angola e il Malawi, così come il Bangladesh e la Cambogia.
Ma se sono stati i popoli della regione mediorentale a riaffermare con forza tale diritto, i loro governanti - almeno quelli di Arabia Saudita, Libia e Siria - hanno invece scelto la via della repressione.
E i difensori dei diritti umani sono stati i principali bersagli e vittime di tale politica.
Infatti, anche dopo la caduta dei dittatori, sia gli attivisti che le ong che si battono per la difesa dei diritti umani non hanno avuto vita facile, diventando oggetto di campagne denigratorie.
Continuano (e aumentano) le persecuzioni giudiziarie e i processi iniqui, così come le sparizioni forzate, le detenzioni in luoghi segreti e le torture.
15 febbraio 2012
| Allegato | Dimensione |
|---|---|
| rapport_annuel_front_line_defenders_2012_-_les_tendances_mondiales_en_2011.pdf | 667.47 KB |
