HRW sulla Palestina: tra Fatah e Hamas, quattro lunghi anni di guerra intestina
Alla luce dell'imminente formazione di un nuovo esecutivo di unità nazionale palestinese, vi proponiamo la lettura di un rapporto del 2008 di Human Rights Watch, che tratta degli abusi e delle violenze perpretate da Hamas e da Fatah, l'uno contro l'altro, rispettivamente nella Striscia di Gaza e nella West Bank.
di Marco Di Donato - CISIP
Secondo alcune fonti giornalistiche, Hamas e Fatah sarebbero vicine ad implementare l'accordo di riconciliazione nazionale del Cairo.
Le testate giornalistiche internazionali scrivono di una rinconciliazione quanto mai prossima, di due partiti che dopo quattro lunghi anni sono tornati a dare nuova linfa alla politica palestinese.
Ma le strette di mano, i sorrisi, gli annunci, non riescono ancora a cancellare l'idea che si tratti di un accordo di 'puro interesse'. Cosa infatti siano stati questi quattro anni di lotta intestina, è davvero difficile anche solo da immaginare.
Prova in parte a spiegarcelo un rapporto di Human Rights Watch, risalente al 2008 e il cui titolo è Internal Fight. Palestinian Abuses in Gaza and the West Bank.
Il testo risale a tre anni fa, ma ci racconta di un modus operandi che ha profondamente inciso sul protrarsi delle trattative fra le parti.
Gli abusi, le violenze, le carcerazione forzate, ci aiutano a capire come mai queste due fazioni politiche abbiano impiegato così tanto tempo a raggiungere un accordo.
I racconti, le testimonianze, le prove raccolte nel report dell'Ong internazionale, ci spiegano l'enorme clima di sfiducia che regna tra le parti.
E ci racconta ad esempio la riluttanza nel riformare le forze di sicurezza interne, legato a una reciproca diffidenza che si è insinuata negli ultimi anni.
In particolare, il terzo capitolo - "West Bank: Abuses against Hamas - e il quarto - "Gaza: Abuses against Fatah" - ci presentano una realtà inedita forse sconosciuta ai più, dove Hamas e Fatah si combattono con ogni mezzo a disposizione.
Grazie al rapporto di Human Rights Watch si può provare a leggere la politica interna palestinese sotto una diversa ottica, scoprendo una divisione profonda e lacerante che ha reso, e rende tutt'oggi, realmente complesso giungere a un accordo di riconciliazione nazionale.
Clicca qui per scaricare il report.
17 novembre 2011
La notizia suona strana, tanto che ha una copertura bassissima sui media italiani, ma anche su quelli internazionali. Come ogni 15 novembre, ieri i palestinesi hanno ricordato con dicorsi pubblici e qualche festeggiamento la loro "indipendenza".
La Palestinian academic society for the study of international affairs di Gerusalemme, ha redatto un report dal titolo: “
Stallo al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite: il comitato delegato a discutere la
Martedì prossimo i Comitati per la resistenza popolare nonviolenta palestinese tenteranno di rompere l'apartheid e salire sugli autobus dei coloni che illegamente entrano nella Cisgiordania e che collegano le colonie a Tel Aviv o a Gerusalemme. Si tratta di un'azione ispirata a quelle dei movimenti per i diritti civili negli Stati Uniti.
A pochi giorni dal definitivo voto del Consiglio di sicurezza Onu sul riconoscimento dello Stato palestinese, vi proponiamo la lettura di un sondaggio condotto lo scorso settembre dal Palestinian center for policy and survey research (PSR) di Ramallah.
“Quello israeliano è un regime di apartheid con un sistema istituzionalizzato per l’esercizio del dominio”. Cape Town, Sud Africa: a parlare sono le conclusioni di giuristi, premi Nobel per la Pace, parlamentari europei, ex capi di Stato e ambasciatori, che si sono riuniti dal 5 al 7 novembre per la terza volta consecutiva dall’inizio del 2010 in quella struttura civile, popolare e internazionale nota come Tribunale Russell per la Palestina (TRP).
Li chiamano “cimiteri dei numeri”, sono i luoghi dove vengono interrati i corpi dei “nemici” di Israele, e per lo più sono palestinesi. Poco si conosce di queste fosse comuni, anche se grazie alle ricerche dei giornalisti israeliani e internazionali sarebbe stati individuati quattro siti. 