Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili: l'allarme riguarda anche il Medio Oriente
Oggi, 6 febbraio, si celebra la Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili (Mgf), orribile pratica che interessa circa 140 milioni di donne in tutto il mondo. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha invitato la comunità internazionale a perseguire l’impegno nel combattere questa pratica e ha ricordato il lavoro italiano sul tema. Ma è in Medio Oriente che il fenomeno sta crescendo in modo preoccupante.
di Luca Bellusci
I paesi dove si praticano ancora oggi le Mgf sono in prevalenza africani - Burkina Faso, Sudan, Kenya e Tanzania. E tra loro c'è anche l’Egitto dove, secondo stime dell’Unicef, le mutilazioni genitali interesserebbero il 97% delle donne di età compresa tra i 15 e i 49 anni.
L’ultimo rapporto stilato dall’organizzazione Human Rights Watch (World Report 2012) pone invece l'accento sull’Iraq, e in particolare sulla regione del Kurdistan, dove la mutilazione verrebbe imposta a circa il 40% delle donne.
I risultati di una ricerca sulle conseguenze da Mgf, condotta proprio nel Kurdistan iracheno dal professor Jan Ilhan Kizilhan dell'Università di Friburgo, esperto in psicotraumatologia (psicoterapia per le persone che hanno subito traumi estremi), sono stati pubblicati nel numero di aprile-giugno 2011 dell'European Journal of Psychiatry.
Secondo lo studio le ragazze soggette a mutilazioni genitali femminili sarebbero più inclini a disturbi mentali, compresi quelli post-traumatici da stress.
Che il fenomeno avesse raggiunto numeri insostenibili, lo dimostra la decisione del Parlamento federale del Kurdistan iracheno, che il 21 giugno dello scorso anno ha introdotto una nuova norma nell’ordinamento giuridico, proprio per combattere la violenza domestica, ammettendo al contempo la diffusione di questa pratica tra la popolazione di sesso femminile.
Ma Iraq ed Egitto non sono che la punta di un iceberg: il 19 gennaio si è svolta la prima conferenza interregionale a Beirut sul tema Mgf, con il contributo di esperti provenienti da diverse città della regione.
Dall’incontro è emerso che le mutilazioni sono un fenomano diffuso anche in Yemen, Iran, Siria, Oman e Arabia Saudita.
6 febbraio 2012
