Giordania, WEF: "nuovi posti di lavoro per i giovani arabi"

Al World Economic Forum 2011, la coppia reale di Giordania e Tony Blair hanno indicato la via per promuovere l'occupazione tra i giovani del mondo arabo, sperando di disinnescare una delle micce che ha fatto esplodere le piazze. Dinamismo per l'imprenditoria, coraggio negli investimenti, istruzione, fiducia. E intanto, la Coca Cola annuncia che in dieci anni investirà 5 miliardi di dollari.

 

 

di Angela Zurzolo

Al World economic forum 2011, che si è tenuto sul Mar Morto, in Giordania, dal 21 al 23 ottobre, si è svolta una riunione speciale per discutere la crescita economica e la creazione di posti di lavoro nel mondo arabo.

Dall'emergenza derivata dai rivolgimenti della primavera araba e da una contrazione globale dell'economia, il bisogno di discutere un piano per rilanciare la crescita e sostenere lo sviluppo umano.

Per soddisfare le aspirazioni dei giovani che hanno alimentato le manifestazioni nel mondo arabo, è necessario agire creando prospettive di lavoro, rafforzando l'imprenditoria e incrementando la qualità e la diffusione dell'istruzione.

L'Assemblea speciale al World Economic Forum 2011 ha richiesto ad alta voce un cambiamento radicale di mentalità nella regione: "In Medioriente abbiamo bisogno di meno leader e di più persone che agiscono", ha sostenuto Habib Haddad, co-presidente della riunione straordinaria. "Dobbiamo essere pronti a premere tutti i tasti che abbiamo a disposizione. Servono investimenti più coraggiosi. Non è che la regione non abbia soldi. Dipende da come li usiamo noi".

L'ultimo giorno di discussione dei lavori al forum, si è concentrato proprio sulla necessità di aumentare la volontà di assumersi dei rischi. D'altro canto, però, Haddad ha invitato i governi a ridurre il "costo del fallimento".

Anche Maurice Lévy, chief executive officer francese, ha proposto che si istituisca un partenariato pubblico-privato per dare una seconda possibilità agli imprenditori che hanno fallito: "La gente si aspetta azione - ha detto - e non hanno intenzione di aspettare a lungo per vedere i risultati".

La richiesta di un maggiore dinamismo negli investimenti si è accompagnata alla dichiarazione del presidente del consiglio di amministrazione della Coca Cola, che ha annunciato che l'azienda prevede di investire 5 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni nella regione.

Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del World Economic Forum, nella dichiarazione di chiusura, ha affermato che il mondo è a una svolta, e "siamo passati dal soft power all'hard power. Ora, dobbiamo muoverci verso un potere collaborativo, che coinvolga l'impegno di tutti".

Il WEF punta quindi tutto sui giovani, per stimolare la crescita economica: 'Sono la chiave del progresso', è l'affermazione sulla quale tutti si sono dimostrati d'accordo.

A pronunciarsi sul potenziale delle giovani generazioni arabe, Rania, la regina di Giordania: "La partnership con il mondo accademico, le Ong e il settore privato, potrebbe riposizionare il mondo arabo come un nodo fondamentale della creatività e dell'innovazione. Noi abbiamo nella nostra gente tutto il potenziale e il potere di cambiare il nostro destino".

"Dobbiamo ricostruire le aspettative dei nostri figli, instillare in loro la convinzione che non ci sono limiti alle loro aspirazioni", ha detto la consorte reale, sottolineando che l'istruzione è fondamentale per i ragazzi, al fine di apprendere le competenze richieste dal mercato del lavoro: problem solving, lavoro di gruppo, comunicazione e soprattutto, imprenditorialità.

Perchè: "Quando creiamo un imprenditore, creiamo anche tre o quattro posti di lavoro, innescando una reazione a catena che ha dell'impossibile soltanto in apparenza: creiamo qualcosa dal nulla. Possiamo tutti fare di più per incoraggiare i giovani a correre dei rischi, per insegnare loro a vedere e prevedere le prossime grandi opportunità, per formare una nuova generazione". La regina, poi, ha pregato le organizzazioni, come Injaz al Arab, Jordan's Oasis 500 e la egiziana Plug and Play, di offrire supporto ai giovani imprenditori.

Il vicepresidente Soraya Salti di Injaz al Arab, ha risposto: "Questa generazione di giovani arabi è così ispirata e così capace! Hanno fatto l'impossibile politicamente, ora dobbiamo permettere loro di fare l'impossibile economicamente".

Al World Economic Forum 2011 c'era Tony Blair, in rappresentanza del Quartetto del Medioriente alle Nazioni Unite. Anche lui ha evidenziato la necessità di tradurre i cambiamenti politici giunti con la primavera araba, in miglioramenti per la vita delle persone.

Grandi le speranze anche per il re Abdullah II del regno hashemita di Giordania, che aveva aperto i lavori del forum: "La nostra regione, oggi, si trova alle porte del futuro", aveva detto a inizio conferenza.

Durante il meeting, è stato presentato il rapporto "The Arab world competitiveness report", che si rivolge agli imprenditori e ai politici e che è stato realizzato con la collaborazione della Organisation for economic co-operation and development (OEcD). Un contributo prezioso per capire i fattori chiavi che determineranno la prosperità futura e la crescita economica nel mondo arabo.
 

24 ottobre 2011

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