Giordania

Donne tra democrazia e dittature

Fino alla metà del ventesimo secolo i dittatori mediorientali "liberavano" le donne nei giorni buoni, per poi ritrattare da populisti mascherati da democratici quali erano. I successi elettorali dei partiti islamici in Egitto, Tunisia e Marocco non hanno fatto che accrescere le preoccupazioni circa le politiche e le leggi rigurdardanti la famiglia e le questioni di genere, e questo nonostante le rassicuranti dichiarazioni dei loro leader (nuovi e vecchi).

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Il 2011 dei difensori dei diritti umani in Medio Oriente e Nord Africa

Nel rapporto di Front Line, il 2011 viene dedicato alla libertà di riunione. È stato questo il diritto maggiormente messo in discussione nel corso dell’anno appena trascorso, ed è proprio questo il diritto che ha permesso ai difensori dei diritti umani di esprimersi. Un diritto che è stato conquistato e riaffermato con la forza del popolo, soprattutto in Medio Oriente e Nord Africa.

Giordania: la noia è finita?

Il regno di Giordania è stato per decenni il paese più noioso del Medio Oriente. Con qualche problemino, ma stabile. Ora malcontento e dissenso stanno prendendo piede, facendo crescere la paura che il tumulto regionale possa lentamente farsi strada.

La società civile araba denuncia Bruxelles: "firmati accordi contro i diritti umani"

Il Consiglio degli affari generali/commercio dell'Unione Europea ha approvato, nella sessione del 14 dicembre, l'avvio della definizione di un "globale e approfondito accordo di libero scambio" (DCFTA) con Egitto, Tunisia, Marocco e Giordania da realizzarsi nel 2012. Ecco la risposta dei rappresentanti delle società civili* dei paesi coinvolti, che denunciano: "L'intesa è contraria ai processi di transizione democratica in atto nella regione".

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Medio Oriente: "colpevole" di essere una lavoratrice migrante (in gravidanza)

Era appena arrivata ad Abu Dhabi. Avrebbe dovuto fare la cameriera presso una ricca famiglia degli Emirati Arabi Uniti. Poi le coliche addominali, fino alla corsa disperata in ospedale. La donna etiope non aveva una malattia, ma una gravidanza. Giunta ormai al nono mese, secondo i medici la futura mamma si era sentita male a causa del duro lavoro a cui la costringeva la famiglia che l'aveva assunta.

Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili: l'allarme riguarda anche il Medio Oriente

Oggi, 6 febbraio, si celebra la Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili (Mgf), orribile pratica che interessa circa 140 milioni di donne in tutto il mondo. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha invitato la comunità internazionale a perseguire l’impegno nel combattere questa pratica e ha ricordato il lavoro italiano sul tema. Ma è in Medio Oriente che il fenomeno sta crescendo in modo preoccupante.

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I paesi più corrotti della regione Mena secondo Transparency International

Secondo la classifica pubblicata da Transparency International, nel 2011 il paese "più trasparente" della regione Mena è stato il Qatar, che con il suo 22esimo posto ha superato di due posizioni gli Stati Uniti d'America, collocandosi nella colonna più virtuosa dell'intera lista stilata da TI. L'Italia segue la Turchia e precede la Tunisia, mentre l'ultimo arrivato è l'Iraq, che si conferma il paese più corrotto dell'area.

 

Il velo nell'Islam: storia, politica, estetica

Chi lo indossa lo considera espressione della propria identità religiosa e culturale e, in alcuni casi, anche politica. Chi lo critica lo ritiene la prova evidente del diffondersi di un Islam oscurantista e misogino. In Occidente rappresenta spesso l’emblema della sottomissione femminile e del rifiuto a integrarsi. Ma che cosa è questo pezzo di stoffa che suscita tanto clamore? Qual è il suo significato? Per quali ragioni è in crescita il numero delle donne che si velano? Perché si va diffondendo la moda islamica?

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Reporters sans Frontières: la libertà di stampa ai tempi delle rivolte arabe

L’ong francese Reportes sans Frontières ha pubblicato la classifica sulla libertà di stampa nel mondo. Per quanto riguarda il Medio Oriente ci sono delle sorprese: alcuni paesi hanno fatto balzi in avanti, altri sono precipitati indietro e qualcuno è rimasto al proprio posto, sordo ai venti di cambiamento. Sta di fatto che mai come nel 2011 l'informazione è stata così tanto legata a doppio filo con la democrazia.

 

Un cimitero chiamato Mediterraneo: nel 2011 ancora troppi morti e record di sbarchi in Italia

Nel 2011 sono state oltre 1.500 le persone annegate o disperse nel tentativo di attraversare il Mediterraneo e raggiungere l’Europa. Le stime diffuse oggi dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) rendono l’anno appena trascorso quello col maggior numero di vittime nella regione, da quando - nel 2006 - l’Agenzia ha cominciato ad elaborare questo tipo di statistiche. 

Giordania: Re Abdallah incontra il leader di Hamas. Mentre si contano le sedie vuote.

Il rappresentante dell’Anp lascia il tavolo dei negoziati mentre il numero uno di Hamas si accomoda al tavolo del re. Incontro lampo ieri ad Amman tra il re e il segretario di Hamas Khaled Mishaal. A fare da mediatore tra i due, il principe ereditario del Qatar, lo sheikh Tamim Ben Hamad al Thani. Presenti anche i vertici del governo e delle istituzioni giordane.

Il 2012 visto da HRW: "è tempo di abbandonare gli autocrati e abbracciare i diritti"

L’enciclopedico rapporto pubblicato ogni anno da Human Rights Watch, summa del monitoraggio dei diritti umani nel mondo nell’anno appena trascorso, stavolta si apre con un’introduzione sulla Primavera Araba. Evidentemente i fatti mediorientali e nordafricani sono stati straordinari non solo da punto di vista politico, ma anche da quello del rispetto dei diritti dell’uomo.
 

Quando la realtà supera la fantasia: Omar al Abdallat e la politica disegnata

Sul suo biglietto da visita c’è disegnata una pecora. Che fa la cacca. E la scritta: "Sono il disegnatore più diretto e più pelato in Giordania". Vero. Incontro Omar al Abdallat nel suo ufficio, presso la casa di produzione Kharabeesh. A prima vista sembra uno di quei bambinoni che non cresceranno mai: altissimo, pelatissimo, ride, scherza, muove le mani come a disegnare nell’aria le parole che dice.

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Giordania: la piazza si spacca, e l’opposizione perde pezzi

Per la seconda settimana consecutiva, a scendere in piazza ad Amman sono stati solo gli esponenti dei movimenti di sinistra e i riformisti. Grande assente la Fratellanza musulmana. Che stava seduta al tavolo con il governo.

 

La Primavera Araba vista dall’Africa, dove si teme per 'l'arsenale libico'

Penso che gli unici vincitori per il momento siano i tunisini, gli egiziani e i libici che si sono guadagnati il diritto supremo di scegliersi i propri governanti. I partiti islamici trionfatori devono ancora soddisfare le aspettative del popolo e riuscire proprio là dove i loro predecessori non sono riusciti. Sappiamo che la democrazia non può essere costruita nel giro di una notte.
 

Dall'Autunno Sovietico alla Primavera Araba, il problema resta "l'Occidente"

Un’analisi della Primavera Araba alla luce dell’Autunno Sovietico: similitudini e differenze tra la caduta dei regimi comunisti dell’Europa Centrale negli anni Novanta e la caduta delle dittature arabe dello scorso 2011. Secondo Matyas Eorsi c’è più di un motivo per essere scettici circa le previsioni degli analisti politici e perfino di quelle dei servizi di intelligence.

Amnesty International: un 2011 'irripetibile', ma il 'bottino' è stato magro

È tempo di bilanci. Era il gennaio di un anno fa a dar fuoco alla miccia che avrebbe sconvolto il mondo arabo nei 12 mesi a seguire. Ora Amnesty International fa il punto della situazione. Rivolte, manifestazioni, rovesciamenti di regime. Ma quanto è cambiato nella sostanza? Il bottino appare magro, grazie anche alla sorprendente "incoerenza" della comunità internazionale.

Giordania: far cadere un governo è abbastanza facile, ottenere riforme meno

Mentre l’anno volge al temine, nei giorni scorsi mi sono messo a riflettere sugli eventi degli ultimi 12 mesi. In questo discorso sociale bipolare, in cui le persone di suddividono tra ottimisti e pessimisti, negativi e positivi, bianchi e neri, con noi o contro di noi, leali o sleali, questo o quello – ho tentato di fare del mio meglio per restare nel mezzo; lasciando che il realismo trionfasse sopra ogni cosa. Questa è forse la più grande lezione che personalmente ho appreso dalla leadership hashemita negli ultimi cinquant’anni o giù di lì.

E se il Medio Oriente non fosse mai stato decolonizzato?

Se c’è una parte del mondo che non è mai stata completamente decolonizzata, quella è il Medio Oriente. Partendo da questa premessa, Seumas Milne fa coincidere il giorno della caduta di Hosni Mubarak in Egitto con l’inizio di una “implacabile controrivoluzione” delle potenze occidentali e dei loro alleati del Golfo, nel tentativo disperato di schiacciare o comunque manipolare le rivoluzioni arabe.
 

Il Politburo di Hamas cambia sede?

La situazione siriana potrebbe costringere Hamas a cambiare la sede del proprio ufficio politico che è Damasco, ormai da molti anni. Ma quale paese sarebbe disposto ad accogliere un'organizzazione che molte nazioni (Usa ed Israele in testa) considerano ancora alla stregua di al-Qaeda?

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