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Turchia. Ritorno a Gezi: "In principio fu un albero.."

A sei mesi dalle prime mobilitazioni, Osservatorioiraq torna con un'edizione speciale sulle proteste che hanno infiammato Istanbul e il resto del paese. In nome di un parco, di pluralismo e democrazia, di cui Gezi è diventato il simbolo.

 

Era la notte del 2 giugno. Non riuscivo a riconoscerla, piazza Taksim. C’ero stata tantissime volte, ma non l’avevo mai vista così. Gremita di giovani, anziani, ragazzini in mezzo alle bandiere colorate e agli striscioni, che sventolavano ovunque, dalle strade ai palazzi.

In principio fu un albero - scrive Francesca Pacini, già autrice del libro "La mia Istanbul" (Ed. Ponte Sisto) e oggi protagonista del nostro "Ritorno a Gezi" (e-book scaricabile in fondo alla pagina) -. Fu solo dopo che arrivarono le manifestazioni, i gas lacrimogeni, gli scontri con la polizia, la brutalità della repressione.

I suoi ricordi assumono la forma di un racconto doloroso, ma carico di speranza, e riportano alla luce un passato recentissimo che, al contrario dell'opinione pubblica internazionale, la popolazione turca non ha affatto dimenticato.

Io ero lì, per caso. Mi trovavo, come tante altre volte, nella mia amata città. Ma solo allora, solo quando sono arrivata, ho capito che stava accadendo. Nei due giorni precedenti, la protesta era diventata sommossa, e la polizia aveva reagito con violenza caricando, usando gas lacrimogeni, bastoni, idranti, contro una popolazione inerme. Migliaia di feriti, di arresti. E i primi morti.

"Ritorno a Gezi" accosta le parole e le fotografie di Francesca Pacini ai disegni del vignettista Gianluca Costantini (Ed. Political Comics), che nel giugno scorso ha sintetizzato con la sua matita alcuni momenti della sollevazione e della brutale repressione da parte delle autorità.

Con questo e-book abbiamo cercato di restituire un'idea quanto più completa possibile di ciò che le proteste e il movimento Occupy Gezi hanno rappresentato per la recente storia turca.

Per dare un volto ai tanti giovani che in quei giorni hanno alzato la loro voce, protestando contro una decisione che ritenevano inaccettabile. Contro l'autoritarismo di un governo, stretto tra valori conservatori e affarismo, sempre meno disposto ad accettare critiche, contestazioni, voci discordanti. Per mostrare la repressione fatta di manganelli, violenze, aggressioni e gas lacrimogeni che hanno colpito indiscriminatamente tutti coloro che erano scesi in strada pacificamente.

In un negozio di abiti, sfuggendo a un ennesimo attacco, un bambino e sua madre venivano soccorsi da un ragazzo che spruzzava nei loro occhi una sostanza calmante. Stavano passeggiando, e si erano trovati davanti, all’improvviso, una massa di gente in fuga che proveniva dalla direzione contraria. In questi casi, si imparava subito a capire che fare: bisognava voltarsi, e scappare. Perché dietro, a poco distanza, la polizia correva per attaccare.

La violenza, gli arresti e i processi contro gli attivisti non sembrano aver spento lo spirito di quei giorni. Il segno lasciato - secondo l'autrice - è indelebile, ed oggi - che delle furiose fiammate dei giorni di Gezi è rimasta la brace - aspettiamo di vedere come si concretizzerà, in termini sociali e politici, l'eredità di una sollevazione solidale e plurale, che ha risvegliato il paese dal torpore accumulato in dieci anni di governo AKP (Partito della giustizia e dello sviluppo).

Per il momento non resta che leggere e ricordare…

 

Oltre reportage narrativo di Francesca Pacini, il focus "Ritorno a Gezi" prosegue con una fotogallery dei primi giorni della protesta, il rapporto di Amnesty International sulle violazioni commesse dalla polizia turca durante le mobilitazioni e un approfondimento sulla figura di Sirri Sureyya Onder, deputato e regista, tra i leader del movimento Occupy Gezi e del nuovo Partito democratico popolare creato sulla scia dello stesso movimento.

Scarica l'e-book (in allegato) e continua a leggere gli altri contributi:

Turchia. Ritorno a Gezi in bianco e nero

Ritorno a Gezi: "violazioni e impunità" per la polizia turca

Turchia. L'eredità politica di Gezi, aspettando le elezioni del 2014

 

29 Novembre 2013
di: 
Redazione
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