Egitto: armi americane contro i manifestanti di piazza Tahrir
Molti dei manifestanti di piazza Tahrir sono stati gravemente feriti da gas lacrimogeni e proiettili di gomma. Tante le persone ricoverate con sintomi di asfissia e reazioni allergiche, senza contare i traumi al volto e agli arti provocate dalle "armi" made in Usa.
di Rino Finamore
Sia i gas lacrimogeni che i proiettili di gomma rinvenuti per strada sono di fabbricazione americana, e precisamente di un'azienda che ha sede in Pennsylvania.
Nel documento che lo ha condannato alla prigione prima e all'ospedale psichiatrico poi, l’attivista egiziano Maikel Nabila Sanad denunciava - con riferimento ai primi mesi della rivoluzione di piazza Tahrir - la preoccupazione americana rispetto all'uso di armamenti a stelle e strisce contro i manifestanti.
Come si può leggere nel suo studio, Washington aveva ordinato ai militari egiziani di non utilizzare armamenti made in Usa, costringendo l'esercito a rispolverare i vecchi carri armati russi acquistati 40 anni prima.
Gli Stati Uniti, che sono da sempre l'alleato numero uno dell’Egitto, riforniscono il paese di armamenti e finanziamenti destinati al sostentamento dell’esercito.
Ora però stanno diventando il bersaglio delle numerose denunce diffuse sul web da parte dei dimostranti e dei blogger che puntano il dito contro i gas lacrimogeni fabbricati dalla Combined Systems Inc (CS), un’azienda americana specializzata nella produzione di armamenti e “Sistemi di controllo delle folle”, come si può facilmente leggere nella sezione “Chi siamo” della sua pagina web.
A ciò va aggiunto che gli armamenti della CS sono utilizzati anche in Palestina e in Tunisia, secondo moltissime testimonianze di reporter e blogger.
23 novembre 2011

Ancora scontri questa notte nelle vie del Cairo, in particolare di fronte agli edifici del ministero degli Interni egiziano. Ultimo tassello di una fase che ricorda molto quanto avvenuto lo scorso gennaio, sia per i caratteri della mobilitazione che per le strategie di repressione adottate dagli apparati di sicurezza.
Ancora morti in Egitto. I manifestanti sono scesi di nuovo in piazza contro il governo militare. Ormai si contano diverse vittime e centinaia di feriti. Gennaro Gervasio, dal Cairo, racconta: "A protestare sono soprattutto gli attori sociali rimasti ai margini del processo elettorale". Tra gli esclusi, anche i giovani di piazza Tahrir.
Attraversato il ponte dei due leoni, si possono già sentire le voci dei manifestanti, il frastuono delle persone che accorrono sempre più numerose in piazza Tahrir, la piazza simbolo della proteste del 25 gennaio, quella che ha visto la caduta del rais.
Aveva portato nella sua cella una sim, e lo hanno trovato morto dissanguato. Forse seviziato con un tubo in bocca e nell’ano, Essam Atta, è deceduto giovedì scorso nella prigione di Torah, al Cairo. Aveva solo 24 anni, arrestato il 25 febbraio per aver occupato illegalmente un appartamento della capitale.
Maikel Nabil Sanad, l'attivista arrestato e torturato dalle forze armate egiziane, è finito in carcere per aver documentato i maltrattamenti riservati a molti dimostranti nel corso della rivoluzione. Maikel è tutt'ora in prigione, da quasi 50 giorni in sciopero della fame. Ecco il documento che ha pubblicato l'8 marzo contro l'esercito.