Sette giorni di ordinaria follia in sette brevi da Israele e Palestina/20

 

 

1 – Notizia flash: nei Territori Palestinesi non c’è nessuna occupazione, le colonie sono legali e possono espandersi a piacere. Questo il risultato del lavoro della Commissione (israeliana) Levy, voluta dal governo (israeliano) di Nethanyahu, guidata dal giudice (israeliano) Edmond Levy, che ha indagato sulla presenza (israeliana) in Palestina.

Nazioni Unite, Tribunali Internazionali, Unione Europea e attivisti di tutto il mondo: vi siete sbagliati. In Palestina non c’è nessuna occupazione. E, a ben guardare, non c’è proprio nessuna Palestina.

 

2 – Scambi di buone pratiche tra viticoltori italiani e israeliani in Valtellina. A darne notizia un comunicato in cui si legge che la delegazione israeliana è stata guidata “dal governatore della Samaria, Gershon Mesika”.

Strano, perché qualcuno aveva fatto girare voce che la Samaria esistesse solo nella Bibbia, sostituita nella vita vera dalla Cisgiordania (palestinese, occupata).

Dicevamo: il governatore della Samaria si è recato in visita nella Vallis Turrena, quel luogo in cui si rifugiarono gli antichi etruschi, da qualche parte in Padania.

 

3 – Quella dell’Unesco è “un’altra stupida decisione”. A stabilirlo il portavoce della diplomazia israeliana, Yigal Palmor, nel commentare la scelta dell’organizzazione Onu di istituire una cattedra di Astrofisica presso l’Islamic University di Gaza, “un vivaio per i terroristi di Hamas”.

(La prima delle “decisioni stupide” sarebbe quella di dichiarare la Basilica di Betlemme Patrimonio dell’Umanità).

Una posizione che rivela come ci siano cose che terrorizzano Israele più dei razzi Qassam. Cose tipo la cultura.

 

4 – Oltre 650mila click per una foto che sta facendo il giro del web: si tratta di una soldatessa israeliana in bikini che si rilassa in spiaggia.

Peccato che ad oscurare il suo didietro ci sia un kalashnikov. Tutto a posto per il quotidiano Ha’aretz: scene “normali”, ma “solo in Israele”. Peccato, a Sabaudia le mitragliatrici andrebbero fortissimo.

 

5 -  Diplomatico rivela: “Il 20 ottobre 2012 elezioni amministrative in tutto il territorio palestinese”. Si tratterebbe della prima volta dal 2006 in cui al popolo viene concesso diritto di parola su chi debba governare in Cisgiordania e a Gaza. La notizia è talmente credibile che resta anonima pure la fonte.

 

6 – “Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti” è il commento di Yael Perlov, direttore artistico della rassegna di corti “Water” di Gerusalemme, cui hanno partecipato registi israeliani e palestinesi sul “delicato tema dell’acqua”.

Da parte israeliana c’è gioia nel constatare che “almeno in campo artistico è possibile lavorare insieme”. Quando l’acqua viene rubata, invece, diventa tutto un po’ più complicato.

 

7 – Contro “il regime antisemita iraniano Israele tiene sul tavolo ogni opzione”; il ritiro dai Territori Palestinesi Occupati è “fuori discussione” e “la primavera araba è solo uno slogan”. A Teheran sono tutti “fanatici” e quelli di Hamas sono “terroristi”. Parola di Avigdor Lieberman, ministro degli Esteri israeliano. Sempre tanto carino. 

 

15 luglio 2012