Da cinque giorni non si hanno più notizie di Nabil Rajab, esponente di primo piano dell'attivismo per i diritti umani in Bahrein. In una telefonata alla famiglia denunciava le torture perpetrate all'interno del carcere ai danni dei detenuti politici. Torna invece a far sentire la sua voce il blogger Ali Abdelimam, dopo due anni di latitanza.
Per rispondere a questa domanda è necessario affrontarne un'altra: gli Stati Uniti continueranno a condurre operazioni di controterrorismo in Afghanistan e in Pakistan?
A due anni dalla rivoluzione del 25 gennaio 2011, un gruppo di veterani dell'esercito ha fondato "volontà e costruzione", un nuovo partito politico. Deliberatamente schierato contro Morsi, si propone di risanare radicalmente il paese strizzando l'occhio ad un potenziale intervento dei militari.
Seduto a migliaia di chilometri di distanza studia la vita quotidiana del suo bersaglio, così come dei suoi affetti e persino dei suoi ospiti. Fino a che non arriva l'ordine di annientarlo.
Quello di Neil MacFarquahar, corrispondente dal Medio Oriente per il New York Times dal 2001 al 2005, è un viaggio in un Medio Oriente lontano dagli abituali cliché, tra le vite di quelle donne e di quegli uomini pionieri dell'attuale cambiamento politico e sociale che interessa la ragione.
Le mele sono l’unico commercio che lega Israele e Siria, e un importante mezzo di sostentamento per i drusi del Golan occupato. Attraverso le storie degli abitanti di Majdal Shams, questo documentario racconta di resistenze e nazionalismi durante gli anni immediatamente precedenti al conflitto che ha spaccato in due la madrepatria.
Anticipata da una settimana di workshop e da una serata-evento dedicata alla Palestina con l'anteprima italiana di "Gaza Shield" e la presenza di Nabil Salameh dei Radiodervish, la seconda edizione dello Yalla Shebab Film Festival si preannuncia ancora più ricca e internazionale.
In occasione della "giornata mondiale per la diversità culturale" parliamo dello stato delle rivendicazioni linguistiche berbere nel contesto nordafricano.
Nel deserto iracheno, a 100 chilometri da Baghdad, migliaia di profughi curdi si sono lasciati alle spalle la distruzione dei propri villaggi ad opera dell'esercito turco negli anni '90. Oggi cercano di costruire una piccola comunità troppo spesso ignorata, in quella che per le truppe di Saddam Hussein era "l'inferno in terra".
La rappresentanza politica marocchina continua a soffrire di estrema fragilità (leggi dipendenza) e di scarsa incisività, mentre il palazzo reale resta la chiave di volta del sistema istituzionale e il vero decision maker.
Nodo strategico per la stabilità del Nord Africa e del Mediterraneo, la Libia deve affrontare una difficile transizione che preoccupa Unione europea e Stati Uniti, che rafforzano la propria posizione nelle basi dei paesi della sponda nord, Italia compresa.
Da stamattina la storia di Habib Battah spopola su Facebook. Moltissimi i "colleghi" che hanno condiviso il suo ultimo post: "Getting physically assaulted today at District S site", lo stesso che gli è valso un'aggressione in un cantiere di Beirut.
Cosa ci fa una ragazza della 'Amman bene' tra le tende di un popolo dimenticato, stretto tra palazzoni, lungo la strada che dalla città porta all'aeroporto? Cerca la sua Alice, lasciandosi portare dalle sue stesse immagini, tra denuncia e poesia.
“Democrazia, secolarismo, divertimento”: queste le parole d'ordine che campeggiano sotto il logo del sito freearabs.com, una nuova piattaforma d’informazione, satira e denuncia. E' la nuova "primavera 2.0".
Le potenzialità di crescita dell'Iraq non possono lasciare indifferente il più importante dei giganti asiatici, la Cina. Che si prepara a competere su più fronti.