Bahrein: a Londra scoppia il caso delle "gemme insanguinate"

7 gennaio 2012 - Gemme in solidarietà con le vittime della repressione in Bahrein. E' quello che dovrebbe fare la contessa di Wessex, che recentemente ha ricevuto questi doni preziosi dalla famiglia reale del Bahrain. 

  

 

La contessa ha avuto in dono questi costosi gioielli durante la sua visita di dicembre nel paese arabo, mentre il marito, il principe Edward, era tornato a casa con una penna, un orologio e un tappeto di seta.

Secondo il deputato laburista Denis MacShane la contessa dovrebbe ora liberarsi delle gemme macchiate del sangue degli attivisti del Bahrein, che invece continuano a morire nelle strade del regno.

"Data la spaventosa sofferenza e la repressione subita da questo popolo, sarebbe giusto che la contessa di Wessex mettesse all'asta i gingilli per donare il ricavato alle vittime del regime", ha dichiarato MacShane al Daily Mail.

L'appello è stato lanciato nello stesso momento in cui migliaia di manifestanti si radunavano nella capitale del Bahrein, a Manama, sfidando il divieto imposto dal governo.

Alla richiesta del deputato laburista fa eco l'attivista per i diritti umani Peter Tatchell, secondo cui "data la sanguinosa repressione delle proteste pacifiche da parte del re del Bahrein, il ministro degli Esteri, William Hague, non avrebbe mai dovuto autorizzare Edward e Sophie a visitare il paese - e tanto meno ad accettare questi doni".

"E' chiaro che i reali del Bahrein hanno usato la loro visita per dimostrare che hanno ancora il sostegno internazionale. La Gran Bretagna non dovrebbe avere più nulla a che fare con la tirannia del Bahrain. Bisognare isolare il paese".

Buckingham Palace non ha ancora commentato la notizia, sebbene nelle linee guida della famiglia reale si può leggere che "prima di accettare qualsiasi dono, è necessario considerare attentamente il donatore, il motivo e l'occasione del dono, nonché la natura stessa del dono".

 

7 gennaio 2012