All'Iraq è rimasto 'solo' il petrolio

Il 20 dicembre 2011, la IEITI - l'Iniziativa per la trasparenza dell'industria estrattiva irachena (Iraqi extractive industries transparency initiative) - ha diffuso il rapporto sulla concordanza delle entrate del settore petrolifero in Iraq nel 2009. Si tratta di un documento molto importante, poiché fa luce sia sull'importanza dei proventi dell'oro nero che sulla sua gestione.  

 

 

 

di Giovanni Andriolo

 

Da questo studio, che è stata realizzato grazie ai dati forniti dalla State oil marketing organization (SOMO), la compagnia statale che si occupa delle vendite del petrolio iracheno, risulta che nel 2009 il 65% del budget federale iracheno era composto quasi esclusivamente dai proventi dell'esportazione di petrolio, che costituivano (e continuano a costituire) il 95% dei guadagni legati agli scambi internazionali, per un totale di circa 41,3 miliardi di dollari statunitensi.

In pratica senza l'oro nero il paese sarebbe davvero sull'orlo del baratro. 

Il greggio è l'unico motore che tiene in vita l'economia irachena, assicurando quella capacità di spesa necessaria a mantenere l'enorme macchina pubblica e i servizi di base, tutt'ora molto carenti.

L'analisi tiene in considerazione tutti i pagamenti eseguiti e le entrate ricevute nel settore petrolifero nell'anno finanziario 2009, con il coinvolgimento di un elevato numero di entità o attori che operano nel mercato del petrolio iracheno.

Dai risultati del rapporto emerge un quadro sostanzialmente in accordo con le principali analisi internazionali: il settore petrolifero iracheno poggia su una struttura centralizzata, in cui il governo attraverso il ministero del Petrolio possiede, produce, trasporta, vende e infine contabilizza tutto il greggio prodotto ed esportato, o usato nel paese.

Il settore petrolifero iracheno è pertanto dominato da quattro compagnie petrolifere nazionali, e il governo è per ora il maggior operatore del settore.

Per il 2012 si stima che il mercato interno assorbirà circa 800 mila barili al giorno, con un'esportazione prevista 2,4 milioni di barili.

In questi ultimi anni diverse compagnie internazionali si stanno inserendo nel mercato attraverso contratti di servizio per migliorare la produzione di idrocarburi dei giacimenti esistenti, e presto queste attività si rivolgeranno anche all'esplorazione e alla pianificazione della produzione.

Questi sviluppi - continua lo IEITI - richiederanno un sempre maggiore e approfondito lavoro di analisi dei dati sul mercato del petrolio e sulla concordanza di pagamenti e entrate, in modo da fornire elementi di quantificazione e di vigilanza sul denaro 'in movimento'. 

A questo proposito, lo IEITI si propone di sviluppare ulteriormente la propria attività di analisi e monitoraggio, servendosi anche del supporto del Fondo di sviluppo per l'Iraq sponsorizzato dalle Nazioni Unite e incaricato della revisione dei conti dei proventi delle esportazioni, attualmente gestito dal ministero delle Finanze iracheno.
 

 

 

Descrizione del rapporto

 

Durante le varie fasi del progetto il consiglio degli stakeholders della IEITI ha partecipato a diversi incontri con i rappresentanti delle istituzioni e della società civile, con l'obiettivo di rividere e commentare le cifre raccolte, culminati nell'appuntamento del 16 novembre 2011, giorno della presentazione del rapporto finale.

A tal proposito va sottolineato che lo IEITI ha invece lamentato ritardi significativi nell'invio dei dati da parte di alcuni acquirenti di greggio, contattati in 34 paesi del mondo.

Per quanto riguarda il processo di concordanza, una prima analisi è stata svolta sui dati della SOMO riguardanti le quantità di greggio vendute, mentre in una seconda fase sono state prese in esame le cifre di denaro totali generate dalla vendita di greggio. 

Questi ultimi dati sono stati forniti sia dalla SOMO che dagli acquirenti. L'esercizio di concordanza si è quindi svolto nel confronto tra questi dati e nella quantificazione e spiegazione delle discrepanze.

La SOMO ha riportato un ammontare totale di 41.249.682,5 dollari, contro i 40.159.269.633,4 dollari riportati dagli acquirenti di greggio. La discrepanza di 1.090.412.823,1 dollari è stata spiegata con differenze di tempistica di fornitura dei dati e come risultato dell'omissione iniziale di alcuni dati da parte dei vari soggetti coinvolti.

Un simile esercizio di concordanza non era mai stato realizzato in Iraq, sebbene il monitoraggio delle esportazioni di petrolio sia stato introdotto già dal 2006 sotto l'auspicio dello International advisory and monitoring board (IAMB).

 

24 dicembre 2011

AllegatoDimensione
IEITI_Report_-_English_20_Dec._2011.pdf1.28 MB