Algeria
Donne tra democrazia e dittature
Fino alla metà del ventesimo secolo i dittatori mediorientali "liberavano" le donne nei giorni buoni, per poi ritrattare da populisti mascherati da democratici quali erano. I successi elettorali dei partiti islamici in Egitto, Tunisia e Marocco non hanno fatto che accrescere le preoccupazioni circa le politiche e le leggi rigurdardanti la famiglia e le questioni di genere, e questo nonostante le rassicuranti dichiarazioni dei loro leader (nuovi e vecchi).
Il 2011 dei difensori dei diritti umani in Medio Oriente e Nord Africa
Nel rapporto di Front Line, il 2011 viene dedicato alla libertà di riunione. È stato questo il diritto maggiormente messo in discussione nel corso dell’anno appena trascorso, ed è proprio questo il diritto che ha permesso ai difensori dei diritti umani di esprimersi. Un diritto che è stato conquistato e riaffermato con la forza del popolo, soprattutto in Medio Oriente e Nord Africa.
Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili: l'allarme riguarda anche il Medio Oriente
Oggi, 6 febbraio, si celebra la Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili (Mgf), orribile pratica che interessa circa 140 milioni di donne in tutto il mondo. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha invitato la comunità internazionale a perseguire l’impegno nel combattere questa pratica e ha ricordato il lavoro italiano sul tema. Ma è in Medio Oriente che il fenomeno sta crescendo in modo preoccupante.
I paesi più corrotti della regione Mena secondo Transparency International
Secondo la classifica pubblicata da Transparency International, nel 2011 il paese "più trasparente" della regione Mena è stato il Qatar, che con il suo 22esimo posto ha superato di due posizioni gli Stati Uniti d'America, collocandosi nella colonna più virtuosa dell'intera lista stilata da TI. L'Italia segue la Turchia e precede la Tunisia, mentre l'ultimo arrivato è l'Iraq, che si conferma il paese più corrotto dell'area.
Il velo nell'Islam: storia, politica, estetica
Chi lo indossa lo considera espressione della propria identità religiosa e culturale e, in alcuni casi, anche politica. Chi lo critica lo ritiene la prova evidente del diffondersi di un Islam oscurantista e misogino. In Occidente rappresenta spesso l’emblema della sottomissione femminile e del rifiuto a integrarsi. Ma che cosa è questo pezzo di stoffa che suscita tanto clamore? Qual è il suo significato? Per quali ragioni è in crescita il numero delle donne che si velano? Perché si va diffondendo la moda islamica?
Reporters sans Frontières: la libertà di stampa ai tempi delle rivolte arabe
L’ong francese Reportes sans Frontières ha pubblicato la classifica sulla libertà di stampa nel mondo. Per quanto riguarda il Medio Oriente ci sono delle sorprese: alcuni paesi hanno fatto balzi in avanti, altri sono precipitati indietro e qualcuno è rimasto al proprio posto, sordo ai venti di cambiamento. Sta di fatto che mai come nel 2011 l'informazione è stata così tanto legata a doppio filo con la democrazia.
Il 2012 visto da HRW: "è tempo di abbandonare gli autocrati e abbracciare i diritti"
L’enciclopedico rapporto pubblicato ogni anno da Human Rights Watch, summa del monitoraggio dei diritti umani nel mondo nell’anno appena trascorso, stavolta si apre con un’introduzione sulla Primavera Araba. Evidentemente i fatti mediorientali e nordafricani sono stati straordinari non solo da punto di vista politico, ma anche da quello del rispetto dei diritti dell’uomo.
L’assurda commedia del “Grande Medio Oriente” tra militarizzazione, embarghi e cancelli da custodire
Domenica 16 gennaio il Presidente Barack Obama ha recapitato una lettera alla dirigenza di Tehran, in merito allo scontro mediatico in atto tra i due paesi per il transito attraverso lo stretto di Hormuz. Intanto nella regione si rafforzano i venti di guerra, con il regno dei Sa’ud che ha ormai raggiunto il terzo posto nella classifica della flotta area più grande del Vicino Oriente, dopo Iran e Israele.
La Primavera Araba vista dall’Africa, dove si teme per 'l'arsenale libico'
Penso che gli unici vincitori per il momento siano i tunisini, gli egiziani e i libici che si sono guadagnati il diritto supremo di scegliersi i propri governanti. I partiti islamici trionfatori devono ancora soddisfare le aspettative del popolo e riuscire proprio là dove i loro predecessori non sono riusciti. Sappiamo che la democrazia non può essere costruita nel giro di una notte.
Dall'Autunno Sovietico alla Primavera Araba, il problema resta "l'Occidente"
Un’analisi della Primavera Araba alla luce dell’Autunno Sovietico: similitudini e differenze tra la caduta dei regimi comunisti dell’Europa Centrale negli anni Novanta e la caduta delle dittature arabe dello scorso 2011. Secondo Matyas Eorsi c’è più di un motivo per essere scettici circa le previsioni degli analisti politici e perfino di quelle dei servizi di intelligence.
Amnesty International: un 2011 'irripetibile', ma il 'bottino' è stato magro
È tempo di bilanci. Era il gennaio di un anno fa a dar fuoco alla miccia che avrebbe sconvolto il mondo arabo nei 12 mesi a seguire. Ora Amnesty International fa il punto della situazione. Rivolte, manifestazioni, rovesciamenti di regime. Ma quanto è cambiato nella sostanza? Il bottino appare magro, grazie anche alla sorprendente "incoerenza" della comunità internazionale.
E se il Medio Oriente non fosse mai stato decolonizzato?
Se c’è una parte del mondo che non è mai stata completamente decolonizzata, quella è il Medio Oriente. Partendo da questa premessa, Seumas Milne fa coincidere il giorno della caduta di Hosni Mubarak in Egitto con l’inizio di una “implacabile controrivoluzione” delle potenze occidentali e dei loro alleati del Golfo, nel tentativo disperato di schiacciare o comunque manipolare le rivoluzioni arabe.
Algeria: un appello per i diritti umani e la libertà d'espressione
Mentre i riflettori sono puntati sui paesi ‘caldi’ della primavera araba, il governo algerino, forte dell’indebolimento delle pressioni internazionali, prosegue il suo giro di vite contro gli attivisti dei diritti umani e le organizzazioni indipendenti della società civile, con una nuova legge che limita fortemente la libertà d’espressione e di associazione.
Dalla “primavera araba” alla “primavera islamica”
Il titolo è tratto da un editoriale firmato il 16 dicembre da Abir Bashir, sulle pagine del libanese Al-Mustaqbal: “Un'attenta lettura della nuova mappa politica regionale rivela come la primavera araba si sia stata trasformata in una primavera islamica”. E in effetti, se osserviamo i risultati elettorali di Egitto e Tunisia o il ruolo delle forze islamiche in Libia, una riflessione è d'obbligo.
Tunisia: tra una partita di calcio e l'altra, scende in campo la nuova squadra politica
La Tunisia si prepara all’ufficializzazione del nuovo governo, tra inaspettate vittorie calcistiche, visite in Algeria e la notizia dell'arresto di Seif al Islam, figlio e possibile delfino dell’ex dittatore libico, Gheddafi.
Algeria: musica, cultura e dissidenza con Kateb Amazigh
Kateb Amazigh, voce e leader degli Gnawa Diffusion fino al 2007, da quattro anni ha iniziato una nuova carriera solista, alternata a preziose collaborazioni (Manu Chao, Tiken Jah Fakoly) e alla riscoperta delle opere teatrali del padre Yacine. Artista impegnato, Kateb non risparmia critiche al regime algerino, “che continua a negare dignità e libertà ai suoi cittadini”, e difende l’idea di “un’identità aperta e molteplice”, sul piano musicale come su quello culturale.
Giordania, WEF: "nuovi posti di lavoro per i giovani arabi"
Al World Economic Forum 2011, la coppia reale di Giordania e Tony Blair hanno indicato la via per promuovere l'occupazione tra i giovani del mondo arabo, sperando di disinnescare una delle micce che ha fatto esplodere le piazze. Dinamismo per l'imprenditoria, coraggio negli investimenti, istruzione, fiducia. E intanto, la Coca Cola annuncia che in dieci anni investirà 5 miliardi di dollari.
“Donne che parlano di libertà”. Anche nel Mediterraneo
Mercoledì 12 ottobre, presso la sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma, si terrà un incontro dal titolo: "Promuovere la democrazia di genere e combattere la violenza contro le donne nel Mediterraneo". La discussione moderata da Luisa Morgantini – Associazione per la Pace - vedrà la partecipazione di un ampio gruppo di rappresentanti di organizzazioni nordafricane e mediorientali che si occupano dei diritti delle donne.
Arab human development report/2009 – challenges to human security in the arab countries
Il report si concentra sull’analisi della human security nel mondo arabo, intendendo con questo concetto “la libertà da quelle intense, ampie, prolungate e globali minacce a cui la vita e la libertà degli esseri umani possono essere vulnerabili”. Il concetto viene affrontato da molti punti di vista restituendo un quadro completo e esaustivo dei maggiori pericoli a cui la popolazione del mondo arabo può essere soggetta. Principali problemi: l’inquinamento, la violenza, il traffico di esseri umani, la vulnerabilità economica, la fame, la salute, l’occupazione militare. Tra le riflessioni finali viene inserito un dubbio: lo Stato è la soluzione o il problema?
Arab human development report/2005 – towards the rise of woman in the arab world
L’ultimo rapporto di questa serie fa un primo bilancio del percorso compiuto dalla regione sul cammino verso lo sviluppo umano dal 2002. Le reazioni e gli sviluppi avvenuti dopo l’inizio della pubblicazione di questi rapporti fa parlare di una “primavera araba”, siamo nel 2005. Secondo il rapporto le organizzazioni della società civile hanno registrato un salto di qualità nel ritmo, nella portata e nell’impatto delle loro attività. Le maggiori trasformazioni in questo campo si sono registrate in Egitto, Bahrein, Yemen, Libia.