Afghanistan
L'Afghanistan non è più il posto peggiore per essere madre
Negli ultimi due anni l'Afghanistan è stato il detentore di un triste primato, come posto peggiore al mondo in cui essere una madre. Oggi le cose sono cambiate, e lo scomodo testimone è passato alla Nigeria.
Conferenza internazionale sui rifugiati afghani, la 'parata' delle buone intenzioni
Un piano da 1,9 miliardi di dollari per aiutare i circa 9 milioni di rifugiati ed ex rifugiati afghani. E' il risultato della Conferenza internazionale promossa dall’Unhcr, tenutasi a Ginevra il 2 e il 3 maggio, a cui hanno partecipato rappresentanti di 60 governi e di 40 organizzazioni internazionali.
Afghanistan. Il ritorno della virtù e del vizio
Arrivano in moschea il venerdì, giorno delle preghiere. In silenzio, si piazzano all'ultima fila e osservano. Una lunga tunica nera li copre dal collo ai piedi, sul viso delle maschere inquietanti, anch'esse nere.
Afghanistan. Quanto costa la svolta strategica degli Usa?
Il 22 aprile Washington e Kabul sono arrivate a un accordo per la definizione della Strategic partnership tra i due paesi. Una prima bozza del documento definirebbe il ruolo e gli impegni degli Stati Uniti nei dieci anni successivi al formale disimpegno delle forze militari internazionali, dunque dal 2014 al 2024.
Afghanistan, Iraq e il 'potere globale' degli Stati Uniti
Gli attacchi talebani in alcune zone strategiche di Kabul mettono in evidenza la difficile situazione degli Stati Uniti e dei suoi alleati Nato in Afghanistan. I segnali che si sono manifestati già una decina di anni fa rappresentano ora un'ombra sul presente e sul futuro del paese.
Afghanistan, è arrivata la "primavera talebana"
I mujaheddin dell’Emirato islamico hanno lanciato una serie di attacchi simultanei contro le forze di sicurezza a Kabul, Paktia, Nangarhar e Logar. I taliban appartenenti al gruppo Haqqani Network – un movimento semi-autonomo e fortemente ideologizzato – hanno guadagnato posizioni tatticamente vantaggiose collocandosi ai piani più alti degli edifici delle aree di Charahi Zanbaq e Wazir Akbar Khan, nel cuore di Kabul.
La lunga mano del Pakistan dietro agli attacchi di Kabul
“Siamo forti e possiamo colpire ovunque vogliamo”. Lo ha detto il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid, dopo gli spettacolari attacchi di domenica nella città di Kabul e nelle tre province di Nangarhar, Paktia e Logar. Nonostante il parziale fallimento dell'impresa, con quasi tutti i guerriglieri uccisi o arrestati, il messaggio al governo di Karzai e all'Occidente è comunque arrivato.
Corruzione e impunità, il cancro dell'Afghanistan
"E' come se stessimo buttando i nostri soldi al vento – spiega al Guardian l'ex ambasciatore inglese a Kabul William Patey – se gli afghani non provano nemmeno a fare uno sforzo, gli inglesi avranno buoni argomenti per non supportare più la missione”.
Afghanistan: la vendetta dell'acido
Lei aveva 12 anni, lui 15. Due bambini, di cui non si conoscono nemmeno i nomi. I loro corpi senza vita sono stati ritrovati alla fine di marzo in una discarica nella zona di Esfandi, provincia di Ghazni, nella parte meridionale dell'Afghanistan. “Erano completamente bruciati dall'acido” racconta all'Afp Zorawar Zahid, capo della polizia locale.
Il Medio Oriente si arma
In una stagione caratterizzata da un sostanziale riequilibrio delle forze, soprattutto in quei paesi protagonisti della primavera rivoluzionaria del 2011, la macroregione mediorientale risulta la più coinvolta nella corsa agli armamenti. A differenza dal passato però, le popolazioni dei paesi coinvolti stanno maturando una coscienza civile.
Droga e Aids: una trappola mortale per le donne afghane
Shukofar soffriva già la dipendenza quando ha dato alla luce il primo figlio. Non riusciva a reggere lo stress, perciò l'oppio lo dava anche al suo bambino, affinché si calmasse e le permettesse di riposare.
Bagram e Guantanamo: il ruolo delle carceri nel processo politico e negoziale
Non sembra essere la sostanza a incidere sulle relazioni tra i due attori ufficiali, Stati Uniti e governo afghano, bensì la forma. Il ruolo delle carceri afghane rientra in questo instabile equilibrio di rapporti formali.
Teheran, Kabul e Islamabad: il finale della partita afghana
Mentre gli Stati Uniti accelerano verso l’uscita dal conflitto, i taliban pregustano la propria vittoria insieme al Pakistan, pronto a giocarsi il finale della partita afghana.
Afghanistan. “Green on blue”, quando la morte arriva dagli alleati
Lo chiamano “green on blue”, ovvero “verde sul blu”. L'espressione sta a indicare i soldati della sicurezza afghana che aprono fuoco sulla loro controparte Nato, in pratica sui loro alleati. Cosa che sta accadendo sempre più spesso negli ultimi tempi. Basti pensare che un terzo dei militari Usa morti in Afghanistan nel 2012 sono stati uccisi proprio in questo modo.
Strage in Afghanistan, a Kandahar le vittime non hanno un nome
Mohammad Dawood Abdullah, Khudaidad Mohmmad Jama, Nazar Mohammad Taj Mohammad, Robina, Sahtarina Sultan Mohammad, Zuhra Abdul Hameed, Nazia Doost Mohammad, Mosooma Mohammad Wazir, Farida Mohammad Wazir, Palwasha Mohammad Wazir, Nabia Mohammad Wazir, Asmatullah Mohammad Wazir, Faizullah Mohammad Wazir, Esa Mohammad Mohammad Husain e Akhtar Mohammad Murad Ali.
Afghanistan, donne in visita al carcere di Pul-e-Charki: “perquisizioni degradanti e umilianti”
Perquisizioni corporali, invasive e lesive della dignità umana, soprattutto perché sistematiche ed effettuate senza particolari motivi di sicurezza. Succede alle donne che si recano in visita al carcere di Pul-e-Charki a Kabul, il centro di detenzione per i detenuti (maschi) più grande di tutto l'Afghanistan.
Un “signore della guerra” in Campidoglio? Cancellato il 'convegno della discordia'
Era destinato a diventare il 'convegno della discordia', quello previsto per oggi in Campidoglio e che aveva in agenda come ospite il cosiddetto “signore della guerra” Mohammed Mohaqiq. Le proteste, infatti, non si sono fatte attendere, attraverso una mobilitazione e duri comunicati soprattutto da parte del CISDA, il Coordinamento italiano a sostegno delle donne afghane.
Corsi a numero chiuso, raccomandazioni e disoccupazione cronica: succede anche in Afghanistan
“Qui lavora solo chi è raccomandato”. Parole fin troppo familiari, e che non risparmiano neanche i giovani afghani, alle prese con una disoccupazione cronica e un pauroso sistema clientelare a tutti i livelli. 'Dimenticando' per una volta la guerra.
Afghanistan-Usa, una notte difficile da dimenticare
E' una fredda notte di luna piena quella di sabato 10 marzo. Una notte che è destinata a segnare i rapporti Usa-Afghanistan. Una notte in cui un soldato americano ha deciso di uscire dalla propria base nel distretto di Panjwai, nella provincia di Kandahar, imbracciando il suo fucile.
Apolidia, gli invisibili del mondo
Quando Mona Kareem aveva 11 anni qualcuno le chiese da dove venisse, ma non fu in grado di rispondere. Mona non esiste, per nessuno. E' un'invisibile perché non ha doveri, ma neanche diritti. Ecco la tragedia più dimenticata dall’agenda politica della comunità internazionale.
